ANALISI COL SENNO DEL PRIMA

di arnaldo balassi     ANALISI COL SENNO DEL PRIMA

Per loro natura i movimenti e le associazioni, dopo un grande periodo di “effervescenza” e di crescita, se non guidati da una leadership forte e consapevole delle dinamiche in campo, è destinata a fallire e spegnersi nel breve/medio periodo, la letteratura politico/sociologica è piena di spiegazioni del fenomeno.Il M5S ha avuto la grande fortuna di essere stato fondato e guidato da un leader carismatico e intelligente come Beppe Grillo, il quale ha capito il momento storico che la politica italiana stava attraversando e ha messo in campo una strategia di “attacco” che è risultata vincente, anche perché parte del popolo italiano l’ha capito e seguito credendo ai valori che proponeva. La “rabbia” di molti italiani verso la politica affarista, i privilegi della casta e la politica corrotta, ha fatto il resto.La “guerra” iniziata da Beppe Grillo e i suoi primi adepti è riuscita anche perché, fortunatamente, i primi attivisti a ricoprire ruoli istituzionali hanno risposto molto bene. Molti di essi hanno dimostrato che con l’impegno e lo studio si può diventare in un tempo relativamente breve dei buoni politici e degli ottimi portavoce del popolo che li ha eletti. Se, tutto questo è vero, è anche vero, ahimè, che se non supportato da una strategia adeguata si può rischiare di perdere il consenso o almeno di non aumentarlo. E’ quello che è accaduto nelle ultime elezioni europee. Infatti, uno zoccolo duro del 20% ha retto tranquillamente, perché ha accettato come strategia la dialettica e le provocazioni di Grillo, perché sa che gli attacchi “duri” hanno l’obiettivo di destabilizzare il sistema marcio, sa anche che le frasi a volte anche pesanti e apparentemente fuori luogo hanno una positiva risonanza sui cittadini “incazzati”. Ma la domanda è: quanti italiani sono incazzati veramente? E quanti sono narcotizzati dai mass media ? Ritengo dal 20 al 25%, e allora? Come aumentare il consenso fino ad arrivare almeno al 35/40% che ci spettava e si prevedeva? Lo insegna la storia politica. Con un’adeguata strategia politica/elettorale, che presuppone che i cambiamenti profondi si possono ottenere solo operando una opportuna, intelligente strategia, possibilmente dall’interno dei sistemi.
E’ quella che dobbiamo attivare.

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