EURO-MONETA vs EUROPA (idea di Europa)

di natale capodiferro   EURO-MONETA vs EUROPA(idea di Europa)

<< Che l’Europa abbia una storia è perfino ovvio; meno noto è che anche l’idea di Europa ne abbia una >> Michele Campanella

Quantunque lo sfacelo Euro non sia derivato dalla moneta in se ma da come utilizzata in E.U. e le regole(i trattati) a cui soggiace, è bene renderci conto, e subito, che tutte le monete soggiacciono agli stessi requisiti di mercato, qualunque e comunque sia la nuova moneta italiana. Io credo che Grillo si sia reso conto di ciò( ed è oggi pubblicato sul blog): non è contro la moneta euro che si scaglia, ma contro l’uso e la manipolazione che ne è derivato e se ne fa, tra Banche private e BCE, entrambe private. Penso a qualcosa di non nuovo dicendo che l’Europa è deragliata dalla sua missione. Tale distrazione ha procurato, con l’inserimento, nel vuoto di democrazia creato ad arte da finanza e multinazionali, una speculazione sulla moneta stessa. Ora se avessimo una BCE pubblica e l’Euro senza spread, un mercato comune europeo vero e non avessimo il Fiscal Compact, MES, e i vari altri trattati, stipulandi in segreto, TTIP e TISA, non staremmo qui a discutere di euro.

E non penso lo farebbe, ma lo dicono le riprese e i comizi che la battaglia non è il ritorno ad una moneta nazionale, in quanto tale, ma il ritorno a poteri sovrani delle singole nazioni nel rispetto di una comunione d’intenti. Poteri, che in quanto tali, decidono insieme quali politiche esperire senza discriminazioni socio-economiche e finanziarie tra gli stessi paesi. La battaglia non è sull’euro, in quanto rappresentativo della comunità europea, ma sulla moneta, così come oggi inquadrata, un prodotto finanziario ogni giorno all’asta delle borse.

D’altronde, e, spero vivamente, che non si usi la richiesta (di legge) per il referendum Uscita dall’Euro, come supporter/pretesto per l’uscita dall’E.U., che è altra cosa e che lasciamo a Salvini e a Le Pen, con le intimidazioni razziali e secessioniste che manifestano. Il processo di disgregazione dell’E.U., al momento, come processo iniziato dal ’48 all’Aja e preannunciato nel Manifesto di Ventotene di Spinelli Rossi, Colorni del ‘44, mi appare illusorio e privo di fondamento e politico e sociale. In sintesi battendoci per l’uscita dall’Euro ci battiamo per un europa disciplinata da rapporti unici di moneta e facilitazione nella gestione pubblica dei fondi BCE, di proprietà di tutti i cittadini europei. Decisioni passate, prese erroneamente hanno portato disastri e sconquassi in Italia, Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, con ferite apertissime e sanguinanti
Se tale messaggio arrivasse chiaro e limpido alla Commissione, sarebbe anche più facile far capire quanto distorta sia la realtà dell’europa e verso cosa si stia indirizzando, chiusa oramai nelle regole e nelle maglie di una moneta senza più un significato etico.
Comunque, se ci si pensa bene, gli unici interessati veramente ed unicamente al fenomeno “moneta” e al passaggio da – a , sono proprio gli speculatori, quei brokers immondi, che ci hanno inviato tutta la spazzatura possibile e immaginabile della Lehman Brothers e della finanza avariata americana. È da lì che è inziato tutto, non dall’euro.
L’attacco speculativo può essere effettuato sia sull’euro che sulla lira o nuova moneta, l’agguato è sempre dietro l’angolo se si è in mano alle borse e alla finanza.
Se il comando delle operazioni è dato alle borse e ai suoi operatori qualunque moneta sarebbe oggetto politicamente degli investitori(vedi elezione del Presidente della Grecia). Il condizionamento e la contaminazione del voto popolare passerebbe, com’è visibile, sotto quello economico-finanziario, destabilizzando, di fatto, la volontà nazionale e il volere dei cittadini. Il voto non avrebbe più valore, ne valore avrebbe la moneta giacchè regolata da fattori esterni di investimenti: a qualche paese-investitore potrebbe star bene, ad altri no. In alcuni casi, quindi, le operazioni di speculazione si potranno fare eccome, considerato l’esilità economica dell’Italia e del suo debito, l’industria-inesistente e il sistema delle PMI distrutte.
La volatilità del discorso moneta è tanto più acclarata, quanto più evidente, quando si prende a riferimento l’attacco ai nostri patrimoni, che è in corso, dal 2009, il quale ridurrà notevolmente la voglia di avere una moneta debole e svalutata, non subito chiaro, ma a lungo termine, ricordando che siamo da BBB-, subito sopra i titoli spazzatura.
Quali che siano queste premesse, voterò a favore dell’uscita dall’euro, ma desidererei tanto che lo scenario fosse ben incapsulato sin dall’inizio, e non essendo chiaro nemmeno quello. continuerò a pensare all’uscita dall’euro solo come fattore politico, come riscontro, cioè, della cattiva ed iniqua azione della commissione europea.

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