ECONOMIA FLASH – 02- DEBITO: GROSSO PESO DESTINATO A CRESCERE

di daniele tundara       ECONOMIA FLASH – 02- DEBITO: GROSSO PESO DESTINATO A CRESCERE

Nel precedente flash 01 abbiamo visto come la ‘semplice’ disposizione di legge di tenere la Banca d’Italia fuori dall’acquisto dei titoli di stato abbia portato a raddoppiare, nel giro di una decina d’anni, il nostro (nel senso che siamo proprio noi cittadini che paghiamo) debito pubblico. Adesso andiamo un pochino più a monte, andiamo a rispondere ad una domanda che in fondo in fondo tutti ci facciamo ma non osiamo portare in superficie, perché si tratta di cosa che, seppur strana, da sempre si fa e nessuno mette in dubbio. Mi riferisco al fatto che lo stato, quando ha bisogno di moneta, va a chiederla alla banca centrale, contraendo un debito, invece di emetterla direttamente. In realtà esistono due tipi di moneta: la banconota ed il biglietto di stato. Anche se da anni si usa solo la prima, ci sono stati vari casi in cui è stata stampata ed utilizzata la seconda; in realtà, anche al giorno d’oggi, la moneta metallica viene coniata dalla Zecca Statale, e non comporta indebitamento (salvo le spese di conio). In Italia gli ultimi biglietti di stato furono le 500 lire stampate nel 1966, ma l’emissione di questo tipo di moneta è stato fatta in vari altri stati occidentali, in Europa come in USA. Con il sistema attuale invece gli stati chiedono moneta alle banche centrali, negli Usa la Federal Reserve, in Europa la BCE e verso di queste si indebitano; va ricordato inoltre che queste sono private, visto che i proprietari delle stesse sono banche ed altre società private. Col tempo i debiti degli stati continuano a crescere, e con esso gli interessi, soldi letteralmente regalati dallo stato alle banche centrali. Poche semplici considerazioni, come quelle riportate sul libro ‘La verità sulla moneta’, fanno capire come mai in questo sistema l’indebitamento cresca in maniera esponenziale, come ben si nota dal grafico qui sotto. Alla base del fenomeno sta il cosiddetto interesse composto, per il quale, se chiedo 100 euro con tasso di interesse al 5 %, dopo un anno pagherò interessi su 105 euro, il successivo su 110,25; procedendo cosi, dopo 10 anni mi ritrovo un debito di circa 162 euro, dopo 30 sono 432 euro, dopo 50 anni arrivo a 1146 euro… Trattandosi di uno stato, se i 100 euro richiesti sono quelli che servono per far girare l’economia, restituire una parte del capitale vorrebbe dire rallentarla, ma senza restituzione dopo 50 anni il debito diventa 11 volte maggiore, e quindi? L’unica risposta, ci si voglia credere o no, è che siamo in un sistema guidato dalle entità che in questo sistema prosperano, vedi banca, finanza, multinazionali e altre lobby, e che si guardano bene dal divulgare quanto sopra esposto, visto che poi le conseguenze, come da anni constatiamo, ricadono sempre sui più deboli.

debito usa

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