LA SCUOLA E LA COSTITUZIONE

di Andrea Ivo Antonio Laforgia[ laforgia@mat.uniroma3.it]    LA SCUOLA E LA COSTITUZIONE

Parlare di crisi del sistema scolastico nazionale è usare un comodo eufemismo. Lo stato della nostra scuola è così al di sotto degli standard medi di una nazione civile da far ritenere che neppure una potente scossa culturale possa ricondurla ad un livello di decenza.
La totale assenza di obiettivi certi e di metodologie appropriate, la continua, sistematica disattenzione dei politici, capaci soltanto di roboanti annunci mai seguiti da fatti concreti, danno alla scuola italiana una costante e inesorabile spinta verso il basso, fino a portarla, dove oggi si trova: sul ciglio di un baratro in cui è destinata inesorabilmente a sprofondare.
I docenti universitari sono fortemente compromessi in questo processo involutivo. A essi sono spesso assegnati ruoli centrali nell’ambito di attività su cui il M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) attualmente investe; si pensi, tanto per fare un esempio, agli attuali T.F.A. (tirocini formativi attivi), attraverso i quali i giovani laureati acquisiscono l’abilitazione all’insegnamento. Ebbene questi accademici, se pur provvisti di elevate competenze per la disciplina che insegnano, talvolta non hanno particolare attitudine e sensibilità didattiche per le problematiche che sono chiamati a trattare nella loro funzione di formatori di futuri insegnanti.
Una conseguenza della crisi del sistema scolastico è l’esaltazione della scuola privata. Chi economicamente può permetterselo risolve i problemi della formazione dei propri figli iscrivendoli alla scuola privata. Evita così i disagi organizzativi e logistici tipici della scuola di stato: cambio dei docenti, aule sprovviste di riscaldamento, bagni mal funzionanti, carenza di materiale elettronico,… e, poiché paga, può anche “controllare” la classe docente. E lo Stato che fa? Finanzia la scuola privata tagliando una fetta consistente di risorse alla scuola pubblica. Tutto ciò, nella consapevole violazione dell’articolo 33 della Costituzione che garantisce, è vero, ai privati la possibilità di istituire scuole private, ma senza oneri da parte dello Stato. Questo vincolo, chiaramente riportato nel citato articolo, viene deliberatamente ignorato dai politici di ogni schieramento e le scuole private continuano a ricevere anno dopo anno, dai governi di destra e di sinistra, finanziamenti illeciti.
Infine i test dell’I.N.V.A.L.S.I. (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione).
Da alcuni anni i pedagogisti di questa istituzione sottopongono una parte degli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado a valutazioni, attraverso test su cui c’è quasi unanimità nel ritenerli privi di qualsiasi valenza pedagogica. Si insiste nel voler individuare criteri oggettivi di valutazione per le scuole di tutto il territorio nazionale, laddove le diversità da territorio a territorio e da scuola a scuola sono talmente variegate, che cercare tipologie di test di verifica valide in ogni contesto è velleitario e forviante.
Restiamo aggrappati a una sola speranza: che le attività di volontariato degli insegnanti su cui la scuola da anni si regge, non si fermino, nonostante la scarsa considerazione che l’intera classe politica assegna agli insegnanti e la conseguente mortificante remunerazione stipendiale. Ma questa è un’altra storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...