RAGIONAMENTO SUL POTERE E SULLA BUROCRAZIA A PRIORI

di natale capodiferro   RAGIONAMENTO SUL POTERE E SULLA BUROCRAZIA A PRIORI

Il problema di un amministrazione che è troppo politicizzata(e per questo termine si intende chi ha tessera di partito o di movimento o di famiglia) è il problema vero, che si identifica spesso con la burocrazia, che, però, è altra cosa e dipendente dal potere esercitato dai colletti bianchi, come casta.
Mentre quest’ultimo ci può stare, il tessuto sociale italiano è così strutturato, volenti o nolenti, ma che a lavorare e comandare nelle amministrazioni pubbliche o a compartecipazione o società delegate, ci siano uomini con specifica tessera di partito è cosa da sconfiggere una volta per tutte
Una sana rivalutazione di un’amministrazione (amministare=aus= dal lat. administrāre, deriv. di ministrāre ‘governare= . prendersi cura dell’organizzazione e della gestione di un ente, di un bene, di un’attività pubblica o privata-garzanti) sta nel concetto stesso di essa, che non è necessariamente e solo politico(dove per politica si vuol significare seguire lo svolgimento della amministrazione) ma anche un dato ideale o di valori che stanno alla base di tutti i cittadini. Proprio queste ultime due paroline, però, hanno perso di significato e rimangono inevase ed inattuate: una per la perdita di identità degli ideali considerata la globalizzazione; gli altri sgominati da una tecnologia sempre più invadente e prospettante un’altra vita “digitale” paralella, e da una perdita di identità, non dico banalmente nazionale, ma antopologica, dell’uomo.
Se non esaminiamo questi due aspetti nel loro complesso di azioni ed atti, difficilmente usciremo dal vicolo buio in cui anche noi ci siamo messi. Se l’uomo che vogliamo è un uomo che sta rintanato nel suo territorio e di questo vive e vivrebbe, è solo stolto pensarlo: nella storia, che ci insegna, tutto è sempre in movimento, mai in quiete. Il solo pensare che staremo, noi e la nostra razza(!?), qui e solo qui, fa rabbrividire. Dall’altro chi pensa al cosmopolitismo(anche web), non può non accorgersi della discrasia che esiste tra ciò che cerca politicamente, la sovranità nazionale, e la divulgazione, quasi onnivora, di concetti, materiali, immagini, video, che provengono dall’infinità delle culture del mondo.
A cosa potrebbe portare questo piccolo ragionamento? A far capire che, se da un lato, possiamo e dobbiamo intravvedere una politica e un’amministrazione migliore, queste non possono essere avulse da un concetto, non ben sviscerato nel m5s, che è quello di una società con intelligenze poliedriche. Tale che le varie problematiche vengano trattate in modo asettico e razionale, per quelle che sono e non per quelle che si desiderano esse siano(Pizzarotti ha ben capito questa cosa con le batoste inziali).
Il superamento dell’attuale politica e amministrazione attuale avverrà, quindi, solo quando tratteremo il problema, risolvendolo, certo con la mente a quel momento, ma sarà la soluzione in quel frangente. Questo cosa significa ulteriormente? Che se inseguiamo chimere troveremo fantasmi sia nel territorio che nell’etere: far divenire un popolo onesto quando non lo è(storicamente anche la tanto adulata unità d’italia è realizzata sotto un regno e mancante di alcune regioni, confluite successivamente), è questione di tempo e cultura e di esempi-modello, che nel cambiamento vedono il futuro non una presa di potere. Fin quando prevarrà la sua ricerca(del potere), disuguaglianze avverranno sempre.
La voglia è di centralismo e meno ripartizioni e decentramenti. Questi ultimi hanno avuto come prodotto ulteriore burocrazia. E sì che ci aspettavano del sincronismo, ma non è arrivato. Quando si attuerà, perché giocoforza è l’unica alternativa, saranno necessarie queste sub-amministrazioni passacarte?
La globalizzazione porta ad accentramenti non a localizzazioni, la destruttutrazione territoriale dovrebbe essere solo ripartizione amministrativa, sub-server per intenderci. E ciò proprio per evitare ulteriori niet o divieti che i vari passaggi, invece, oggi consentono. Si veda, per esempio, il caso urbanistico, proprio e specifico dell’Italia, ma se ne potrebbero citare altrettanti in altre direzioni: al confine tra due paesi, uno vi costruisce villette, l’altro vi induce zone agricole: quale delle due? Pur essendoci i piani di coordinamento, l’omogenizzazione non viene espletata ne richiesta, specie se i comuni sono di provincie o di regioni diverse. Vorremmo allora ristrutturare la P.A. e la conseguente burocrazia? Come!
Quando si accetta l’attuale status e mentalità volendola solo cambiare di nome o di posizione sin incorre in altro tremendo errore: l’era delle città stato, dove tutti partecipavano, ma entro un recinto dominato da un re, non deve essere replicabile, in quanto auspica ancora un rapporto subordinato tra chi regge il potere e chi lo accarezza solo e lo sfiora a malapena. Stante questo paradigma della dipendenza da un sistema oramai al collasso, vorremmo replicarlo modificandolo o partecipando ad esso solo per la strada?

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2 pensieri su “RAGIONAMENTO SUL POTERE E SULLA BUROCRAZIA A PRIORI

  1. Può essere una soluzione? https://www.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fsecure.avaaz.org%2Fit%2Fpetition%2FEliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI%2F&h=rAQFCOnym E’ così difficile pensare ad una società dove la sovranità è di ogni singolo cittadino? Coloro che accettano di intraprendere – il lavoro sembra che non si possa imporlo per legge in nessuno Stato del mondo- come espressione della propria personalità, potrebbero anche ritenere logico pagare allo Stato il servizio gestionale in outsoursing. E’ un’ottica nuova perchè non testarla? Dal vecchio sistema sembra che non si esca da questa crisi, se non inventando solo soluzioni di finanza creativa dimostratasi deleteria per i cittadini che conoscono solo il giogo del lavoro, pochi coloro che traggono soddisfazione e stima di autorealizzazione.

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