THE DARK SIDE DEI MEETUP E DEGLI ESPULSI/FUORIUSCITI

di natale capodiferro     THE DARK SIDE DEI MEETUP E DEGLI ESPULSI/FUORIUSCITI

Discutere del lato oscuro di alcuni meetup e della realtà politica, della qualità e della liceità stessa dell’offerta politica, soprattutto se in questi meetup ci sono fuoriusciti del M5S e soprattutto se questi hanno cariche organizzative all’interno degli stessi, è compito arduo. Si sarà stolti a pensare: ma come possono stare ancora lì? come possono gli attivisti di quei meetup permettere questo? come si può supportare quest’azione senza nessun danno all’immagine del M5S?

La coerenza dovrebbe essere un valore, come l’accettazione dell’impegno all’assunzione dell’incarico. La stessa dovrebbe essere richiamata anche agli stessi attivisti(!) che supportano tale stato di fatto.

Come dovremmo considerare gli uni e gli altri considerato che i vertici del M5S, molto probabilmente, non sanno di quest’azione e di cui invece si dovrebbe tener conto. Qui non si parla di espellere più o meno qualcuno, qui si parla di EX DEPUTATI/SENATORI che parlano, nei MU, ancora a nome del M5S, pur essendo nel gruppo misto e molto probabilmente, oggi, votando Mattarella. Qui si parla di cosa seria e di coerenza.

Molte volte, troppe volte si è detto dai più libertari, anche in opposizione al principio del Recall, che va tutelata l’autonomia e l’integrità morale oltre che l’intelligenza di questi, per democrazia e per non incorrere nell’errore fascista della negazione della libertà di pensiero e di dissenso(chi scrive né è fautore).

Però, altrettanto, molte volte, si è cercato di far capire quanto ineludibile sia il giudizio di chi li ha votati e li ha portati a sedere su quelle sedie. L’altra sera, pur in modo che in qualcuno ha rasentato la violenza(intellettuale) e il rispetto dell’uomo, è stato contestato a Rizzetto il dietro front a fronte dei lauti compensi, con il forte sigillo di traditore. Sentendolo parlare sembrava convinto della sua azione per l’impossibilità di poter esprimere sue opinioni e di essere stato, come gli altri e gli altri prima ancora, colpito dalle mosse dei vertici. Mosse che non prevedevano tutti contro tutti ma uno vale uno e non avevano previsto il Direttorio. Eh, già il Direttorio! E’ stata una sorpresa per tutti, non solo per loro, ci creda Rizzetto & Company, incluso il gruppo pontino che l’ha dichiarato apertamente, attraverso Iannuzzi, quale motivo essenziale della loro decisione e poiché contraddice le scelte politiche iniziali, secondo lui,  che dovevano essere contraddistinte, invece dall’uno vale uno.

In effetti una certa empiricità e velocità attributiva ha turbato anche chi  avrebbe preferito sceglierseli i candidati, non vederseli calati dall’alto, come il sottoscritto. Allora non sarebbe stato più opportuno mostrare maggiore maturità nel porre il problema al web invece che maturare decisioni nell’ombra?. Non sarebbe stato, cioè, più democratico rivolgersi ai milioni di laziali ed altro che li hanno votati? Se il vertice avesse sentito l’ululo o anche il semplice rumors di milioni di persone sarebbe andata nello stesso modo? Ci si sarebbe almeno posto il problema, c’è da crederci! Visto il credito che si da al web.

Invece, ostentando la stessa pratica del vertice, ovvero rimanendo chiusi nelle opinioni – ed in alcuni casi pilotando i mu di provenienza con le motivazioni prime addotte, si è addivenuto ad altro errore, probabilmente lo stesso contestato a Grillo/Casaleggio:  l’uno vale uno. Perché?  Perché anche in questo caso è prevalso l’assioma “io per te”(forse memore dell’uno vale uno grilliano) al posto del “noi per voi”(del più corretto noi facciamo per voi).

Qualche volta ci si dimentica l’azione parlamentare considerato la gran mole burocratica da esperire, ogni giorno, tutti i giorni, le infinite stanze del “potere” legittimate da leggi su leggi su leggi. Per cui persi in questi meandri, una volta ritrovato il filo di Arianna, passano alle votazioni, si clicca qua e là, si mandano giù  twett, si lanciano strali facebookiani e quando compete nelle commissioni, a latere, le proposte di legge ed emendamenti, demandate, ma questa è una supposizione dello scrivente, allo stuolo di avvocati e intriganti assistenti, anch’essi scelti su criterio familiar house. Poi le decisioni di come far casino, di come farsi sentire all’esterno, di come fare opposizione, di quale/i intervento/i programmare nelle due sali assembleari.

Noi abbiamo capito questo e avevamo anche capito che si era nell’impossibilità, ad ogni secondo, di dover chiedere al web, alla base cioè. Ma a chi si doveva dar conto, sì. Per chi ciò non volesse ancora capire sarebbe bene un bagno di umiltà.

Che poi ci si lamenti del likeismo webbistico è lecito, e quasi tacito, comprenderne la lagnanza. Ma come mai ci si lamenta solo adesso? Perchè non prima? Son dubbi che sorgono negli attivisti.

Sarebbero auspicabili soluzioni e decisioni più chiare: o lì o quì. Pizzarotti l’ha fatto con Parma 2.0. Si avrebbe maggiore chiarezza sul territorio, oltretutto. Pizzarotti non è un parlamentare, può continuare a fare la politica dei punti programmatici del M5S,  lo stesso potranno dire di fare costoro che sono nel gruppo misto?

Allora perché non prendere la stessa decisione in quei Mu che contengono fuoriusciti/espulsi dal M5S: continuando a perseguire le politiche del M5S, staccandosi ovviamente dalla sedia, e andando a recuperare  consenso per il M5S, se si crede veramente nel progetto(ma non nelle decisioni prese dai vertici che dovrebbe essere ininfluenti a questo punto). Così facendo si crea opinione, magari diversa, ma opinione che potrà essere ascoltata e condivisa, perché no. Perché non farlo in quei Mu che ostinano ancora a mantenere nei loro ranghi, e con cariche, parlamentari e senatori che fanno parte del gruppo misto, oramai e fuori dal M5S, allora?

Il sospetto è che si stia agendo allo stesso modo verticistico, ma con una differenza da sottolineare: che Grillo il Movimento l’ha fatto nascere dalle sue idee; quelli che menano il can per l’aria, adesso, non vogliono perdere il tanto detestato potere e qualcuno la poltrona. E sarebbe d’uopo che i Mu di appartenenza, prima di ogni cosa, azzerassero ogni tipo di cariche ed annullassero qualsiasi tipo di regolamento che non sia democratico e, dopo, avuti i quadri organizzativi- si badi bene-si parla di cariche di organizzazione dei Mu, non di capi e capetti che molto spesso i Mu originano, subito lanciare i meetup necessari per decidere se e come rimanere nel M5S e la validità o meno delle iscrizioni in merito, soprattutto, ai fuoriusciti dal M5S. Tanto di cappello diremmo allora se, in relazione all’eventuale decisione o meno di rimanere nel M5S, i Mu o quei Mu decidessero vie alternative, sarebbe chiaro e logico. Illogico sarebbe portare loghi 5S ed  avere dentro fuoriusciti del M5S che fanno politica con il gruppo misto e con questo prendono decisioni per il paese(con i voti avuti nel M5S).

La richiesta auspicabile dai più sono le dimissioni. Ma la verità sulle decisioni ora non spetta più a quei cittadini che li hanno votati ma alla coscienza di chi è stato eletto.  Che se non è ammantata dal grigio colore e torpore del transatlantico dovrebbe, ma non ci si crede, far pensare molto e molti di quelli che credono che nel gruppo misto si possa fare politica per il M5S.

E allora una bella spallata. coraggio: o di qua o di la. Seria e veloce la decisione, come quella di espellerli dai Mu di appartenenza nel caso rimanessero nel gruppo misto od altro.

Poi auguri di far bene al paese, a quel Noi/Voi tanto prezioso quanto mai citato abbastanza.

Senza violenza, senza diatriba, senza insulti.

 

Un pensiero su “THE DARK SIDE DEI MEETUP E DEGLI ESPULSI/FUORIUSCITI

  1. THE DARK SIDE DEI MEETUP M5S E DEI CANDIDATI AL PARLAMENTO ITALIANO

    Il tormentoso pensiero che mi ha arrovellato la mente in questi recenti anni di “POTERE-MAFIA” del Governo italiano nelle figure killer-camaleontiche dei vari personaggi che si sono avvicendati in questo bailamme mediatico politico italiano: “Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Mario Draghi, Mario Monti, Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Matteo Renzi e chi più ne ha più ne metta…” È… LA CILIEGINA SULLA TORTA, CHE NON CI POTEVA MANCARE CON I PIÙ GRANDI MISTIFICATORI, ILLUSIONISTI, CIARLATANI, TRADITORI DI TUTTI I TEMPI, RAPPRESENTATI COL BINOMIO MEDIATICO:
    “CASALEGGIO-GRILLO”.
    PRIMA D’ORA LE AVEVANO PROVATE TUTTE, DALLA “CORRUZIONE” AL “VOTO DI SCAMBIO”;
    MA “L’ILLUSIONE UTOPISTICA, MAI!”
    AVEVAN ASSICURATO AGLI ITALIANI CHE LA GIUSTIZIA ESISTEVA PER DAVVERO;
    BISOGNAVA SOLO CREDERCI, FINALMENTE!
    ERA FINITO IL TEMPO DELLE SOFFERENZE, DELLE PREVARICAZIONI, DEGLI ABUSI;
    I SALVATORI DELLA NOSTRA PATRIA, DELLE NOSTRE CASE, DEI NOSTRI FIGLI,
    “CASALEGGIO-GRILLO”…
    E IL POPOLO ITALIANO, PER ANNI SFRUTTATO, ILLUSO E DERISO; LI HA, PER UN’ENNESIMA VOLTA, CREDUTI; E GLI HA DONATO CIÒ CHE SOLO GLI ERA RIMASTO, IL SUO CUORE.
    MA AHIMÉ, ANCORA UNA VOLTA EGLI È STATO SCHERNITO, TRADITO DAI SUOI FRATELLI…
    DEFINITIVAMENTE DELUSO, SI RICHIUDE IN SÉ COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA…
    RAMINGO RIPRENDE, CON LE SUE SPALLE SEMPRE PIÙ CURVE, IL LUNGO CAMMINO, SEMPRE PIÙ IMPERVIO, SEMPRE PIÙ INCERTO, E A SUO FIGLIO DIRÀ:
    <>

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