DELL’UNO VALE UNO E DELLA GLOBALIZZAZIONE

  di giancarlo celeste  DELL’UNO VALE UNO E DELLA GLOBALIZZAZIONE

Io inizio prima a casa mia per pulire, poi l’amministratore di condominio si occupa di contattare qualcuno per pulire le scale i piani e l’androne. Poi esiste chi si occupa di gestire la pulizia di strade parchi e si occupa di prevenire inquinamenti ambientali. Più le decisioni vengono prese in alto fuori dal controllo degli individui,più il mondo va verso la schiavitù. Il nuovo ordine mondiale vuole portare tutto il mondo alla schiavitù e proclama che autorità sovranazionali possono meglio risolvere i problemi. E’ falso. Chi porta aventi discorsi che tendono a togliere responsabilità e scelte che sono da prima individuali e poi di comunità, commette l’ingenuo errore di credere che il mondo vada secondo le sue aspettative e non di chi comanda. Togliere il potere di comandarci questa è la rivoluzione che ci darà la libertà individuale e l’indipendenza sia economica che giuridica. Le due anime del m5s confliggono. in quanto una cerca la libertà e l’indipendenza, la seconda di migliorare la struttura di comando ed implicitamente la accetta. Non c’è assolutamente bisogno di questa mondializzazione, o globalizzazione. Ognuno ha la sua religiosità e la esprime a suo modo, ognuno ha la sua vita e la vive a suo modo, ognuno ha la sua economia e vive la stessa come espressione della solidarietà collettiva. Poi ci si riunisce in nazione da vincoli spirituali cementati dal sangue dei martiri. L’importante è non sottomettere gli altri popoli e viverci in pace ed ognuno a casa sua fa quello che vuole. Risultato: meno guerra o quasi per niente guerre, meno merci che vanno da una parte del continente all’altro e per che farlo hanno necessità di essere competitive, che vuol dire meno compensi a chi lavoro e più profitti a chi li sfrutta.

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5 pensieri su “DELL’UNO VALE UNO E DELLA GLOBALIZZAZIONE

  1. Mi sono sempre domandato :: Perchè leggendo i tuoi articoli, nessuno risponde? Tutto vero ma troppo difficile da attuare? Da dove si inizia, eppure le linee guida sono ben delineate.E’ l’abitudine a questo certo tran tran che ci fossilizza?

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  2. forse perché esprime un’anima tumultuosa che è in conflitto essa stessa e non rileva soluzione ma paradigmi: cosa vorrebbe dire rinchiudersi in uno stato per lo stato quando il commercio è l’anima dei popoli; cosa vorrebbe dire allora la cultura che abbiamo e ci hanno trasferito gli altri, dove la mettiamo, cosa ce ne facciamo? io ritengo fallaci(e pericolose) le osservazioni di giancarlo e, in gran parte. le ritengo prive di fondamento, per il crescente nazional-religiosimo che registrano. questo è uno dei motivi, poi se vuoi possiamo continuare. natale capodiferro

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  3. il derivismo religioso che porta solo sconquassi non a verità oggettive politiche. cosa dice che non abbiamo già detto se non elencato come fa lui? scopre l’acqua calda? da quando parlo che al primo posto ci deve essere il cambio di direzione culturale e solo dopo quello, attraverso la scuola, sarà possibile una nuova era

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    1. E’ proprio il cambio culturale il problema, Tenendo presente che la cultura è ciò che rimane dopo quello appreso a scuola, che tipo di culture esistono in Italia per aver permesso a noi di trovarci in una sorta di Babale. Non riusciamo a costruirci neanche una sorta di torre dove ripararci al sicuro per poter dormire sonni tranquilli. Da ieri Berlusconi ha voltato i suoi cannoni contro Renzi.

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