ANALISI DELLA SITUAZIONE EUROPEA

di Giancarlo Celeste  ANALISI DELLA SITUAZIONE EUROPEA

Vediamo la situazione economica per analizzare la strategia da seguire.
Per ogni nazione la moneta propria permette di ottenere un reddito possibile il cui massimo è quello che pareggia il saldo delle partite correnti.
Ogni paese dell unione europea ha lo stesso problema , non si può stampare moneta per aumentare il reddito quanto si vuole, se non si ottiene almeno un pareggio delle partite correnti.
Se un insieme di paesi si mettono d’accordo per sopportare e quindi supportare i deficit delle partite correnti degli altri paesi, ognuno di essi può raggiungere il massimo delle sue potenzialità.
Questa è la soluzione ottimale che permette di aumentare il reddito di tutti al massimo livello possibile e d i superarlo.
Questo presuppone che ogni paese fa il massimo per la propria economia e questo massimo aiuta con le importazione dagli altri paesi anche il reddito degli altri. Uno per l’effetto delle importazioni, due perchè permette piena occupazione in ciascun paese.
Poi intervengono direttive comunitarie che si occupano non di aumentare il reddito delle nazioni partecipanti, ma imporre regole che permettono a chi è favorito dalle direttive di ostacolare l’attività economica degli altri. La direttiva comunitaria è un regolamento normativo che favorisce pochi ai danni di molti e principalmente le grande aziende contro le piccole aziende artigianali o industriali o contro i piccoli produttori agricoli a favore dei grandi e contro i piccoli commercianti a favore dei grandi centri commerciali. Questa politica prepara l’opinione pubblica a norme sovranazionali contro gli interessi del paese. Questa politica ha aiutato solo la Germania.
Questa fase della politica economica della unione europea, non porta alcun vantaggio ai paesi membri spostando il reddito da un paese ad un altro, ma poiché blocca contemporaneamente politica economiche indipendenti sfavorisce tutti i paesi facendo scendere il reddito potenziale di tutti.
A questo punto si inserisce la finanza che permette per brevi periodi di mantenere il reddito passato prestando soldi che non sono risparmi degli altri paesi, ma monete fittizie senza copertura aurea di origine bancaria , mentre prima la moneta era interna e se ne poteva stampare fino ad equilibrare le partite correnti adesso il reddito che diminuisce per le direttive europee viene mantenuto con il credito bancario che sostiene i deficit delle partite correnti. Quando poi il sistema bancario internazionale decide di diminuire il credito ogni paese è costretto a fa diminuire il reddito per pareggiare le partite correnti e rimborsare i prestiti.
La moneta unica sostituisce la moneta emessa dalle banche internazionale è la frittata è fatta. Non è possibile alcuna politica economica indipendente se la moneta è gestita dalla BCE che se ne frega degli interessi nazionali. Lo scopo della BCE è infatti fare gli interessi del mondo bancario e dei suoi amici, le multinazionali internazionali. Il credito viene razionato per tutti tranne che per le multinazionali che appartengono al sistema. Gli accordi di Basilea favoriscono tutto ciò insieme alla politica dell’unione europea e quella della bce. In realtà la politica è unicamente tesa a rubare le aziende ai paesi che hanno piccole aziende o a trasferire all’estero produzioni a scapito dei paesi che hanno piccole e medie aziende.
La politica economica da fare è uscire dalla unione europea, di conseguenza uscire dall’euro. Modificare le condizioni economiche normative impostaci da accordi internazionali, ricreare una nuova moneta al servizio dello sviluppo economico. Il nuovo reddito deriva da nuovi investimenti e destinato a diminuire le importazioni, questo favorisce il reddito interno, il maggior reddito favorisce le importazioni che risalgono ed aiutano i paesi che sono in commercio con noi. Da soli facciamo la politica economica che era fatta dai paesi europei prima che l’ottica finanziaria ha sviato l’europa.
Cosa faranno gli altri paesi, ci seguiranno, prima tra tutti la Grecia che ci chiederebbe un prestito in lire che noi potremmo concedere a fronte di acquisti di nostri prodotti. I nostri prodotti sostituiranno i prodotti importati adesso da altri paesi. Subito dopo ci seguono i portoghesi, gli spagnoli ed i francesi. Gli inglesi sono sempre fuori. E la germania farà da sola

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