Scuola, IL SINDACATO CI RAPPRESENTA?

di claudia5S    Scuola, IL SINDACATO CI RAPPRESENTA?

Il sindacato non ci rappresenta più, siamo di fronte all’esaurimento della politica sindacale fin qui svolta e alla necessità di una nuova proposta strategica.Il sindacato, qualunque sindacato,in qualsiasi settore, non può assolvere, ad oggi, per come e’ strutturato, il suo compito di tutela e progresso del mondo del lavoro per la semplice ragione che non ha più nulla da scambiare. È necessario allora avere il coraggio di una innovazione radicale nell’analisi e nella proposta. L’Unione Europea ha sviluppato un processo d’integrazione produttiva, dominato dai grandi gruppi capitalistici produttivi e finanziari, che comporta continue ristrutturazioni dei settori e delle imprese e l’architettura complessiva di tali accordi di scambio impedisce di affrontare con un punto di vista autonomo, basato sulla rappresentanza delle esigenze e delle volontà dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il sindacato quindi deve recuperare un potere che nasce solo dalla sua natura di coalizione sociale, basata sulla rappresentanza democratica .Il suo ruolo “istituzionale”, se possibile, è utile solo nel momento in cui nasce da una sua forza autonoma e non da deleghe del potere statale o dei partiti;solo in questo caso, infatti, il sindacato è in grado di diventare forza generale di cambiamento, di produrre, come è accaduto, reali “riforme” non solo per quanto concerne la regolazione sociale del lavoro.Il sindacato non può pensare solo a una “manutenzione straordinaria, deve rifondarsi come un’organizzazione e deve essere rigorosamente democratico.

Tutto ciò non è possibile se non si è “indipendenti”.
Questo presuppone una capacità di autonomia, di analisi e di un’idea diversa di società perché il sindacato è nato su un’idea di società che non e’ piu’ quella attuale. La crisi, quindi, va affrontata con un’autonomia politica, con un’autonomia di analisi e avendo un’idea di società ben precisa.
E’ divenuta una prassi delle Confederazioni sindacali ( di fatto ”una ideologia”) “l’obbligo a concludere” come alternativa al conflitto che altrimenti ne deriverebbe.
Il sindacato invece deve essere un soggetto politico e sociale al contempo che non vuol dire trasformarsi in un partito ma, accettando pienamente la propria natura di parte della società, significa avere un proprio punto di vista sulla società e sulla sua possibile evoluzione,dei valori incalpestabili.

La solidarietà non è sufficiente se non c’è una strategia sulla possibile trasformazione di un problema.
Il sindacato si e’ concentrato troppo e soltanto sulla redistribuzione dei redditi trascurando altri tipi di problematiche che invece danno veramente dignita’ al lavoratore.

…anche nel nostro caso(docenti n.d.p.) non ha del tutto voluto capire quali erano i reali problemi della scuola e che non c’era da contrattare ma da salvare la dignita’ della scuola pubblica.

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4 pensieri su “Scuola, IL SINDACATO CI RAPPRESENTA?

  1. Dopo tante difficoltà anche quì si è centrato il problema. Per ogni ambito bisogna coniare nuovi termini per identificare un’insieme di ottiche/attributi qualificanti un’istituzione unica come è la scuola.

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  2. Interessante e giusta l’analisi del momento storico e dell’attività del sindacato. Tuttavia vorrei puntualizzare che gli iscritti votano i delegati del sindacato e questi devono agire di concerto con la base. Se ciò non avviene più, la colpa è del sindacato ma anche degli iscritti. Non si delega nessuno in bianco, quindi bisogna continuamente far sentire la propria voce e poi all’elezione successiva si cambia persona o si vota in bianco. Sappiamo che la devianza subentra con la crescita (potere – guadagni) e pertanto M5S insegna! La base deve essere sempre attiva e reattiva, perché un cane da guardia non dorme. Concludo dicendo che i vertici vanno azzerati e la base deve imporre la propria dignità, professionalità, autonomia e crescita generale per qualità e prestazioni e pretendere un congruo corrispettivo. Il ministro se è all’altezza deve RECEPIRE e non dire e fare alla Renziana. I proff devono riformare la politica e le camere e non lasciarsi riformare (affamare ed umiliare).

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    1. ma noi vorremmo e dovremmo eliminare i sindacati considerato ciò che sono divenuti, ovvero una casta autoreferente. anche in questo caso, quello della scuola, non hanno tenuto in nessun conto ciò che i comitati liberi hanno chiesto, ciò che la base chiede, il ritiro di tutto il DDl e l’allargamento delle assunzioni a tutti i precari, che non è stato preso in considerazione. continuano solo su quelle tre modifiche, il resto rimane identico, così che questa presunta riforma rimarrà così. lavorare affinchè ci sia rappresentanza del m5s, attraverso comitati, sarà necessario, ma prima di tutto ritengo necessario che la scuola e l’istruzione in genere si doti della stessa democrazia diretta che vogliamo e desideriamo per i governi. in fin dei conti legalizzare la democrazia attraverso un sistema di partecipazione attiva di tutte le componenti, renderebbe più libera la scuola anche da quelle castarelle che pure lì esistono e si creano per esercitare un potere che non dovrebbe esserci(nemmeno da queste il sindacato ci difende, anzi piazza lì proprio i suoi elementi migliori). i sindacati manovrano la scuola e l’hanno ridotta a quello che è oggi o almeno quello che ne rimane

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