CRISI DI IMPRESA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

di francesco totino    CRISI DI IMPRESA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La crisi di impresa in Italia è legata alla competitività dovuta prima di tutto all’inadeguatezza della Pubblica Amministrazione e della politica. Occorre razionalizzare le strutture delle P.A. esistenti societarie ( enti , Agenzie etc ) e istituzionali ( Regioni, Ministeri, Autorità etc.) secondo criteri di imprenditorialità e management.
La riforma della PA non può essere ridotta ad una riforma politico amministrativa ma va collocata in un più ampio disegno di sviluppo culturale integrato con altre componenti del sistema.

Il rinnovamento del personale è il primo dovere. L’azione di rinnovamento deve cominciare dai componenti del Governo, a cominciare da Ministri e Sottosegretari. Occorrono manager-politici dotati di una non comune capacità non solo di gestione ma di leadership nel trasmettere e fare rispettare gli obbiettivi da raggiungere, di valorizzare risorse umane, che a loro volta siano in grado di trasmettere a cascata tale volontà in tutta la filiera di competenza.

I politici al Governo senza una esperienza di “Valore” maturata, la solo esperienza politica non basta  e se, soprattutto, privi di una forte volontà e autorevolezza vanno sostituiti. Non si può fare più riferimento anche per incarichi politici a personale di partito, non è più adeguato. Se vogliamo tornare a crescere occorre cercare dei profili con capacità non comuni di gestione. E’ per questa ragione, anche, che i partiti non sono più necessari, anzi nel perseverare nella loro azione corporativa sono diventati dannosi.

Le azioni da intraprendere sono:

1) Razionalizzazione del Personale e ridimensionamento delle strutture esistenti per rendere semplici e trasparenti i servizi da svolgere. Meno difficoltosa la identificazione dell’interlocutore per il servizio preposto, meno passaggi burocratici da ottemperare.

2) Adozioni di metodi di analisi e verifica degli interventi come per le aziende nel controllo di gestione questi metodi vanno estesi a tutti i componenti della PA , dai Ministeri agli enti locali, regioni, provincie e nei grandi comuni a cominciare dai municipi.

3) Omologare la quantificazione dei metodi di analisi e controllo con quelli degli altri paesi Europei in modo da confrontarsi facilmente e monitorare i risultati raggiunti.

4) Applicazione reale dei principi di “ sussidiarietà orizzontale” : delegare alcune funzioni a terzi privati o enti sociali senza fini di lucro attraverso assegnazioni improntate alle leggi di mercato e non di natura politica e clientelare.

5) Promozione e diffusione del concetto di eccellenza in ogni servizio prestato dalla PA, formazione e rivalutazione del Capitale Umano. L’organizzazione deve essere in grado di ascoltare e soddisfare il cliente cittadino imprenditore.

6) Estensione del concetto di efficienza e della valutazione di essa attraverso procedure di controllo e reporting che di riorganizzazione del personale (dirigenti, quadri impiegati dal centro alla periferia ) secondo dei criteri di incentivazione al lavoro e di remunerazione pari a quelli aziendali.

Francesco Totino twitter https://twitter.com/TrueNewsWorld
founder at “new politics and economics thinking”  https://www.facebook.com/groups/109329849194325/

3 pensieri su “CRISI DI IMPRESA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

  1. Tutti principi orientati alla logica ed al buon senso sperimentato. Oltre a questi obiettivi potrebbe essere adottata questa modalità? Questa evoluzione di quanti anni necessita per essere voluta?

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