GREXIT: QUALI SCENARI (DA IPPODROMO)?

GREXIT: QUALI SCENARI (DA IPPODROMO)?

Sottotitolo: aridatece DSK, gli mettiamo le mutande di ceramica e gli facciamo fare la seconda cosa che sa fare

bene dopo il “satiro”: l’economista

 di Giovanni Grossi

Tra una settimana sapremo se la Grecia esce o meno dell’Euro. Ma, già domani, quando quella Nazione sarà tecnicamente in default, cioè inadempiente, potremo scoprire che cosa realmente succederà, ovvero qual è la parte dell’iceberg che non vediamo, montato dalla speculazione.
In un sistema normale, l’uscita della Grecia non ci dovrebbe fare troppo male; la sua economia è abbastanza insignificante; buona parte del debito è stato riassorbito, anche se rimane una parte ragguardevole ancora da pagare alle banche, che qualche dolore lo avranno; i tassi dei paesi periferici, cioè di quelli un po’ più malaticci, come noi, Spagna e Portogallo, dovrebbe un po’ salire ma, una volta tanto posso parlare bene del Quantitative Easing anche per l’Italia. La presenza di molto denaro in circolazione, infatti, sicuramente rende meno caro il denaro stesso; come sempre, quando c’è abbondanza di una merce il suo valore diminuisce.
Certo, i titoli di Stato avranno un po’ di tensione sui tassi, in specie i pluriennali, come il BTP, che sconteranno l’incertezza sul futuro. Diciamo, però, che ci sarà un titolo sul mercato con un po’ di rendimento, almeno apparente, che però sarà sterilizzato da una certa inevitabile inflazione.
Quest’ultima sarà cosa buona e desiderabile, perché renderà più competitivi tutti gli export della Eurozona (con buona pace di quei fondamentalisti/monetaristi dei tedeschi) mentre l’import sarà sicuramente un po’ più caro, ma avremo sempre la forza di un mercato di centinaia di milioni di abitanti che può “fare prezzo” comprando massicciamente.
Tutto bene quindi? Guarda che bella questa economia capitalista ben regolata? Grande peana alla BCE e ai suoi eroi che ci tutelano?
Mica tanto.
Rimane, come dicevo all’inizio, la parte sommersa dell’iceberg, dove si va a sbattere prima di vederla: la speculazione.
Quel che infatti ignoriamo è quali siano le prese di posizione degli speculatori selvaggi. Sicuramente uno scenario quale quello di una uscita di un paese, pur insignificante, dalla seconda valuta mondiale per ordine di importanza, ha portato qualche gestore di fondo speculativo a portarsi su posizioni pesanti rispetto a scenari catastrofici. Noi non abbiamo, e non è facile avere, una visione complessiva di tutti i derivati futures aperti.
Non la abbiamo per un banalissimo motivo, non esiste un mercato regolamentato per questi strumenti. O meglio, si tratta di strumenti tali che, volta per volta, puoi personalizzare come credi, mettendo e montando assieme (cioè correlando) più opzioni (ad esempio, se il valore dell’euro, a una certa data è compreso tra X e Y io compro, ma se è sotto o sopra queste due barriere, io ti vendo al triplo). Insomma una vera e propria scommessa da bookmaker, che alla SNAI son dilettanti.
Tanto per esser chiari, i derivati di cui parlo sono – giustappunto – definiti OTC, acronimo di over the counter, oltre il mercato, ovvero “non quotato”.
Alcune sensazioni di mercato (“sentiment” per i signori che si dilettano di cose di finanza) possono essere colte. Anzi, normalmente, si tende a ricercare il polso del mercato proprio parlando telefonando, sentendo amici, amici degli amici, guardando se qualcuno sta tentando, pur discretamente, di muovere masse (magari si alleggerisce di euro, oppure ne compra uno stock a medio termine).
Tutto questo non fa altro che preparare il mercato alla speculazione; anzi, se lo speculatore è bravo, la trappola per orsi è già pronta e suoi effetti sul mercato sono già in corso, anche se ora non li vediamo.
Un amico che tratta con hedge fund mi ha detto che ci sono già posizioni ribassiste che prevedono uno scenario inflattivo, cioè di svalutazione dell’euro, del 20%. Se qualcuno butta sul mercato pochi euro futuri, che si assommano al fiume del QE, poi ricompra a man bassa una moneta svalutata, magari dopo aver piazzato vendite a termine su un meno 10%.
Morale della favola; se si è capito, della Grecia, in questa sede, poco mi importa. L’FMI ha fatto a suo tempo cose sporche, abbassando/allargando i criteri di ammissibilità per gli aiuti, proprio per intervenire sulla Grecia (e, i giorni scorsi, su Le Monde, Dominique Strauss Khan ha fatto delle ammissioni) evitando che andasse, già allora, a finire nelle mani della Russia. Poi, gli abbiamo insegnato come truccare i conti. Poi loro li hanno truccati e ancora oggi si rifiutano di assumere decisioni che – comunque sia – vanno assunte (ad esempio: evitare pensioni anticipate). Poi, Europa e FMI hanno ricominciato a fare le carogne.
Intanto i paesi emergenti che stanno dentro l’FMI (come il Brasile) si stanno solennemente incazzando per gli aiuti dati, e hanno ben ragione; quindi l’FMI è andato in blocco.
Insomma, un comportamento schizofrenico i cui esiti erano assolutamente prevedibili, tranne a coloro che avrebbero dovuto essere grandi tecnici.
Tuttavia, di fondo, rimane ancora il grande problema, la madre di tutti i problemi: dal caso Leheman in poi nessuno ha mai preso per le corna il vero grande Satana, la speculazione.
La sudditanza ai grandi organismi di affari è realmente forte ovunque. Anzi, talvolta alleanze con questi pescecani servono per sostenere proprie campagne elettorali e propri interessi.
Eppure basterebbe pochissimo. Basta creare un regolamento internazionale, comunemente accettato, che dica che non si possono assumere posizioni allo scoperto o, ancor di più, i derivati si possono “montare” ma solo per assistere e proteggere veramente operazioni reali (ad esempio: compro un cambio a termine sul dollaro per il giorno in cui devo fare un grande approvvigionamento di materia prima per la mia azienda, così almeno so già fin d’ora quanto spenderò, anche a costo di pagare qualcosa in più).
Un accordo del genere è più facile da scrivere, che non il TTIP. Ma chi glielo dice a Renzi e Serra?
Nota dell’ultim’ora: mentre sto mandando questo articoletto i mercati sono in giostra completa. Questo, al momento, vuol dire ancora poco rispetto alla situazione speculativa che ho descritto. Durante le fasi di panico, infatti, c’è chi tenta di mettere a posto posizioni, facendo delle monumentali fesserie e chi gioca a massacrare quelli che pensano di difendersi.
Un solo effetto è degno di nota generale, l’allargarsi dello spread Bund-BTP che va nella direzione che ho detto sopra. L’Italia è più debole, pertanto sul suo futuro pesano incertezze che fanno prezzo.
Spero solo che non sia una prima presa di posizione pubblica anche di una speculazione “contro”.
Se così fosse, un consiglietto di bassa lega: per non saper né leggere né scrivere, chi può si faccia una cessione del quinto. Prende qualche euretto ora e poi lo restituisce inflazionato.

PICCOLI COMMENTI DI CONTORNO
1.Attenzione. Sul credito Italiano verso l’Ellade si sentono numeri in libertà 60/40/35 miliardi. Anche Padoan ha precisato. Quanti sono? La cifra di stima, per quel che mi consta con i pettegolezzi dell’ambiente finanziario (che, come vi ho detto, sono le cose che funzionano meglio) siamo intorno ai 40. La realtà è che buona parte del debito è stato ristrutturato e, sempre in parte, è – per noi – un credito verso creditori Greci. Questo vuol dire che, intanto, io tento di escutere loro e poi loro se la “grattano” (noto termine tecnico utilizzato tra noi operatori). Se comunque sono 20 milioni meno del massimo citato sono 2,5 aumenti di capitale del Montepaschi; sempre meglio che una mattonata in fronte.
2.Dominque Strauss Khan, nell’articolo che vi citavo (http://fr.slideshare.net/DominiqueStraussKahn/150627-tweet-greece), dice cose giuste e sacrosante, senza troppi giri mentali (seghe?). Tagliare il debito, ma nessun altro aiuto, se la devono risolvere da loro. Noi ci perdiamo già assai. E pure il Brasile con l’FMI. Mettiamogli delle mutande di ceramica con combinazione perché le possa togliere solo un assistente sanitario, rigorosamente maschio, per gli stretti bisognini. Dove lo ritroviamo un economista di quella grandezza, capace di unire grande teoria e bassa pratica?
3.Qualcuno ha notizia di cosa abbia da dire Renzi con il suo famoso Giglio Magico (Boschi, Madia, Lotti e compagnia cantante)? Con tutti questi grandi pensatori è una gran tristezza che il povero Padoan debba arrampicarsi sugli specchi, quando – sospetto – avrebbe voglia di mandare un solenne…ops!…..Ah già, dimenticavo, lui – qualsiasi cosa ne pensiate – è un vero signore. IO NO!
4.In effetti non possiamo perdere la Grecia dall’Europa, fa parte della nostra culla culturale. Ci ha dato Fidia, Socrate, Platone, Aristotele, Didimo Calcentero (i moderatori di questa rivista vi daranno la traduzione del cognome), Aristofane (grande !!!!!), Irene Papas (sogno!). Ma, soprattutto, ha dato origine alla Lega! Essì, avete mai visto due città greche che si mettevano d’accordo? I nostri comuni e le nostre signorie hanno solo migliorato il modello originale. Salvini ha chiuso il cerchio. Fa schifo come i governanti greci moderni

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