LA COACERVIA ED IL MASSACRO DELLA CULTURA EUROPEA

di natale capodiferro  LA COACERVIA ED IL MASSACRO DELLA CULTURA EUROPEA

Mai nella storia dall’Unità d’Italia ci siamo trovati a ineludibili dilemmi, di fronte ai quali abbiamo una certa difficoltà ad organizzarli razionalmente. Tutto sembra essere così confuso e allo stesso tempo facile da dirimere e non senza un senso aleatorio di sconfitta.
Parcheggiare la propria mente in questo “locus” confuso è come stare in mezzo all’oceano e non veder terra, così sembra aleggiare nella mente sprovveduta del naufrago.
Ma veniamo ai fatti e solo fatti, non numeri, più vi ci si addentra più lo squalo sembra sempre più grosso e sempre più inquientante.
FATTO N. 1. – E.U.& GRECIA
L’E.U.(inteso come parlamento) con la Grecia non c’entra nulla, chi ha posto le condizioni è il Consiglio ristretto della Commissione, la BCE e l’FMI. Non c’è tanto da menar il can per l’aria quando chi si presenta davanti a te arriva a prendersi di più di debito di quello che una settimana prima gli si era proposto. Hai voglia a dire grande stratega, Tsipras ha lavorato contro i suoi cittadini greci e lo vedranno, ancor meglio, fra non molto quando capiranno che il referendum è stato solo altro debito e le pene le passeranno per pagare i prestiti da lui richiesti( per le Banche).
Di comunismo c’è ben poco. Di populismo(inteso in senso positivo socio-umanitario per le classi meno abbienti) men che meno. Di sviluppo e crescita socio-culturale, nulla, solo il sodalizio tra prestiti che sono debiti e debiti che vengono dai prestiti.
E tutto ciò per rimanere nel sistema monetario. Quale alchimia nasconda questa struttura da soggiocare menti illuminate che si definiscono comunisti, proprio non so.
Quale ritorno? Quello di avere l’Euro, di avere più facilità negli scambi, di essere fra i 18 che decidono, di entrare nel gota della politica? Ma non c’è sviluppo ne crescita ne in Grecia, ne nel sud europa, di cosa vorrebbe allora giovarsi quel ritrovarsi nell’euro. Geopolitica, la Russia non convince, la Nato con il TTIP e il Tisa, sì. Quello che viene in mente leggendo questo guazzabuglio europeo è di far fronte contro qualcosa a favore di qualcosaltro. Cosa sarà mai! Non c’è più domanda, il paese è uno dei più poveri in tutti i sensi, forse il più arretrato, quello che ha subito infinite colonizzazioni e democrazie dispotiche laiche e religiose, non ha più quella cultura di cui è stata patria e attraverso la quale ha civilizzato tutta l’europa. Direi, a questo punto, l’ombra di se stessa, soprattutto adesso che dovrà vendere e privatizzare(qui sta il quibus) i suoi maggiori asset. E’ l’ERF, un altro malefico trattato europeo siglato proprio nel 2014 dalla Commissione, presidente Barroso allora, che conduce a questo gioco al massacro, immesso a sostegno del Fiscal Compact nel caso le regole in esso contenuto non venissero rispettate(pareggio di bilancio= 0% diversamente da Maastricht e Lisbona= 3% e in aperta dicotomia). Ciò che attrae è quindi il debito con cui si dovrebbe far spesa ed invece viene assunto per pagare quelli precedenti e gli interessi. Ma sin qui tutto banale se non fosse che non si parla d’altro che di numeri, chi in positivo chi in negativo. Invece che parlaredi società, cultura, proiezione dell’uomo verso un nuovo modus vivendi visto l’attuale precarietà ecologica mondiale.
Ciò che invece e realmente attira, ma ci trova quasi subito disillusi purtroppo, basta guardare i documentari della lotta dell’Ucraina per entrare in Europa, per rendersene conto. Loro si sentono europei, agiscono da europei, vogliono contribuire in quanto europei. Ciò è bello e penso sia stato alla base di quasi tutti i paesi che sin adesso vi hanno aderito. È per questo che hanno votato l’entrata nell’unione europea. Non certamente per essere succubi della politica speculativa monetaria.
Chi lo va a dire ai cittadini ucraini che le immense distese di grano, che sono la loro richhezza maggiore insieme al territorio e con cui pensano di nutrire interi continenti, non saranno nulla con il TTIP, poichè prevarrà la logica della multinazionale americana o di altro paese, che porterà i suoi prodotti e senza la difesa dell’arbitrato potrà, in deroga, bypassare leggi nazionali, incluso gli OGM. Lo sa questo la Grecia, la grande grecia che vota NO a 7 MLD e se ne trova approvati 12 e pensa di dire Si’ a questi? Pensa che gli 86 MLD serviranno per dare reddito di cittadinanza o maggiori agevolazioni o maggiori pensionio magari aumenti salariali? Cosa succederà se non riesce a pagare? Gli asset verranno venduti al miglior offerente(però con svendita), terra di Grecia che diventa di proprietà privata, magari Cinese. Atto grave questo, descriverlo come illiberale è pantomima pura e semplice. D’altronde ci stiamo sempre di più abituando, soprattutto noi in Italia, a perdere sovranità territoriale, addirittura vendendo a governi(Cinese) terreni e grattacieli a Milano(la Milano comunista! Quella che rinvigorendosi come novelle Belle Epoque celebra processi culturali in Tv e, nella relatà, vende la propria cultura per quella degli altri). Attenzione, una cosa è vendere il terreno e l’edificio, un’altra è vendere la propria cultura. Questo è quello che penso farà Tispras ed è quello che, comunque, sta facendo il governo Italiano.
C’è in gioco la sovranità cuturale, quella in movimento, dinamica interfacciata con le altre e che con queste cresce, che cede il passo ad un cultura affaristica e che basa sui numeri, indici e percentuali il suo valore, il denaro, fisico o virtuale non importa
Quindi se di difficile risoluzione è il capire la situazione attuale il rimedio, di converso, è molto semplice, anche se sarà dura ripristinarla ad un origine.
Stiamo facendo in Europa, un errore madornale dando un valore in denaro ad ogni cosa, agevoliamo quella politica feudalistica che ha già grandi radici, se continuiamo così vedremo dei fusti talmente grandi da toglierci la luce

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