LA SCUOLA CHE DIVIDE (anche in chiave economica) E QUELL’IMU CHE NON PAGANO

di claudia5S  LA SCUOLA CHE DIVIDE (anche in chiave economica) E QUELL’IMU CHE NON PAGANO

La sentenza della Corte di Cassazione pone l’accento proprio sulla natura rimasta privata delle scuole paritarie, mettendo in evidenza l’attività commerciale di questi istituti, pagamento delle rette in primis. Secondo le gerarchie cattoliche, queste scuole pagate dalle famiglie sollevano lo Stato da spese miliardarie; argomentazione inaccettabile trattandosi di un diritto primario come quello all’istruzione che la Repubblica deve garantire a tutti i cittadini secondo i principi della laicità e del pluralismo.Come  ben si legge ovunque c’e’ chi tra i sostenitori delle scuole paritarie laiche grida al tradimento. Questa importante sentenza illumina pienamente l’impianto, la distinzione tra i due sistemi: la scuola pubblica della Costituzione, e quella privata “senza oneri per lo Stato”.

Si tratta infatti di enti privati che erogano ai propri clienti – studenti un servizio a pagamento. Quindi, è un’attività commerciale e l’imposta sugli immobili la devono pagare. Si nascondono dietro alla parola “paritarie” ma non è una parola a fare il miracolo. Esse sono e restano private.

Il gioco degli equivoci su quel “paritarie” era iniziato con l’invenzione del “sistema paritario integrato” (legge 62/2000), parto della vivace mente dell’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, che trasformava le scuole private, da istituzioni a cui la nostra Costituzione riconosceva la parità nel rilasciare titoli di studio equipollenti, ad erogatrici paritarie di un servizio pubblico.

Ma essere fornitori di servizio pubblico non rende enti pubblici. Le uniche pubbliche pertanto sono e restano le scuole statali. Tuttavia il pasticcio del sistema paritario, aggirando il dettato costituzionale, era servito per aprire la strada all’erogazione di pubblico denaro ed esenzioni da imposte e tasse.

Lo stato ha l’obbligo di istituire proprie scuole. I privati possono, ma senza oneri per lo Stato.

Il potere di Renzi si regge pero’ sull’adesione fideistica dei suoi accoliti, che devono continuare a garantire il mito dell’invincibilità del capo . Ma le ultime elezioni hanno dimostrato che i punti deboli sono tanti. Renzi è nelle mani dei meccanismi che si è costruito..
Purtroppo per Renzi le bugie hanno le gambe corte e le sue tante promesse fatte e non mantenute , stanno venendo a galla.

2 pensieri su “LA SCUOLA CHE DIVIDE (anche in chiave economica) E QUELL’IMU CHE NON PAGANO

  1. Condivido pienamente Claudia e CONFERMO che etimologicamente PARI TARIE (per il titolo) significa PARi, MA NON LO SONO. La mente eccelsa del Renzino NON LO AFFERRA? Un conto è dare valore legale al titolo che rilasciano ed altro lucrare (con la retta) con la scusa di questo. La politica dei furbetti, il gioco delle parole e delle truffe ai danni del popolo, Solo questo sanno fare! Allora dato che questi fanno attività commerciale PAGHINO NON SOLO IMU, MA ANCHE IVA E IRPEF ALLO STATO, PIù LA LICENZA DI ESERCIZIO (come qualsiasi bar etc), Diversamente lo Stato le ESPROPRIA per utilità pubblica e le conforma alle esistenti. Ci costerà qualcosa l’edificio, ma meno che costruirlo con TANGENTI!!!!! RIFLESSIONE. Renzino sa che perderà alle prossime elezioni se gli italiani rinsaviscono, quindi a lui interessa stare fino a fine legislatura per CONSEGNARE AI SUOI COMMITTENTI IL PRODOTTO COME RICHIESTOGLI (schiavizzandoci) ed anche se non verrà eletto ha più che benone sistemato se, la famiglia e gli amici. BISOGNA FERMARLO SUBITO IN QUALUNQUE MODO.

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  2. Mi piace non solo per le argomentazioni, ma per la chiarezza e consequenzialità con cui le hai esposte.

    Nutro, purtroppo, un timore.

    Proprio questa posizione che unisce Renzi allo schifo che ha sempre governato da dietro i nostri sedicenti governanti (con Andreotti direttamente) potrebbe essere la continuazione del potere democristiano (o democristiano craxiano, se vuoi).

    Noi siamo pochi e, probabilmente, la sanior pars. MA qui è solo la major pars che domina.

    Ovviamente non mi voglio fermare, ma questo paese è questo che passa.

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