NAUFRAGHI E NAUFRAGI (discorso a due)

migranti a calasi

di dino caliman e natale capodiferro  NAUFRAGHI E NAUFRAGI (discorso a due)

natale capodiferro

La sperequazione è partita da qui: “Neanche davanti all’esodo quasi biblico dei migranti e di fronte a questa migrazione il caos antiriflessivo perde: stupidate dopo stupidate si arriva a stupidate, sempre stupidate, da tutte le parti. Mai un analisi seria, mai la realtà, solo il proprio tornaconto politico consensuale specifico della  parte politica che si rappresenta.
Smetteremo mai di dire senza pensare. E soprattutto quando smetteremo di non pensare?

” dell’articolo del 10 Agosto:https://informationzero.wordpress.com/2015/08/10/il-caos-antiriflessivo-del-problem-solving-al-contrario/; ….”

Sebbene l’articolo parlasse della perdita di potere del lettore e di riconoscibilità della sua fisicità a favore di una sempre più prominente manovrabilità e manipolazione dei media, Dino Caliman ne riprende l’ accento crudo, immorale e incivile, quello che per me è il comportamento europeo, Italia incluso, Partiti e Movimenti inclusi, che è visibile chiaramente da vari commenti che girano sui media.

dino caliman

Un semplice camperista mi ha folgorato-oltre che tacitato sui miei discorsi sulla DD- dopo aver visto in TV il salvataggio in mare Libico e le procedure politiche corrette per il sistema occidentale EU, mi disse : Cosa vogliamo parlare di politica a vuoto, di fronte all’evidenza di un territorio desertico, non più governato e governabile-per insipienza o voluto-, cosa ci vuole a chiedere un mandato politico alla EU per creare un enclave nel deserto? Si sarà capito che tutti coloro che hanno lasciato le loro terre lì non ci si trovano bene. Si sarà capito che i ns territori sono un pò stretti, ed i vari casi alle frontiere faranno saltare quei ritenuti vantaggi, conquistati legalmente dopo la guerra? Noi potremmo insegnar loro a coltivare facendo inizialmente i lavori più umili, successivamente i tedeschi possono proseguire con le loro tecnologie. Perchè noi, siamo per cultura più vicini, si troverebbero a lavorare in cooperative loro con normative EU. Il servizio di sicurezza sarà svolto da loro, anche gratis ne và della loro libertà. Tutta la fascia costiera potrà diventare un giardino. Quanti Italiani e non solo hanno avuto questo tipo di creatività? Questa è una semplice soluzione di alta politica, cosa ci vieta di comunicarla? Chi ci rimetterebbe qualcosa nel realizzarla? Natale mi eri venuto in mente di quando sviluppavi il discorso delle quote, forse è il caso di affrontare con quest’ottica questo problema politico.

natale capodiferro

Non solo le quote ma anche come, dove e quando. Sono stato un po più preciso del camperista, che lodo pooichè non ha smesso di pensare. Il problema attuale è che oggi, come vedrai nel mu, è impossibile, quelle terre non solo non sono a buon mercato(guerre, fame/sete, petrolio etc) ma, come ripeto nel mu, faremmo di nuovo l’errore che abbiamo fatto con le colonizzazioni(ovvero portandovi la etcnologia): da evitare in modo assoluto. Ritengo sbagliato ciò che dice il camperista, Un’altra enclave colonialista(perchè così sarebbe-noi sempre a supporto e logistica). Proprio quest’ultima ha generato quello che vediamo oggi, la migrazione. Nel mu c’è un riferimento ad un .libro, uno dei più grandi semiologi Mc LUHAN, Galassia Gutenberg, Leggendolo si capirà, soprattutto quando fa l’esempio di cosa gli indigeni notano di quello che portano/introducono gli “invasori” colonizzatori. Una volta capito dov’è l’errore, si fa il contrario, si assimilano, non c’è altra via credimi. Poi passata una generazione, se ne può parlare. Devono essere loro a voler ritornare  dopo aver appreso, e, con il denaro acquisito con lavoro, investire nelle nuova africa-asia. Ma deve passare del tempo, subito ci darebbe un’altra faccia della stessa medaglia: confusione, impreparazione, sudditanza.

dino caliman

Penso( il camperista) non intendesse enclave coloniale, semplice valorizzazione di un deserto da parte di disgraziati. In merito a quest’idea sono ritornato in un posto – pensavo fosse un sacerdote salesiano, che vendeva cose usate per raccogliere soldi da portare personalmente in Costa d’avorio- per sensibilizzarlo e verificarla. Sono partito dicendo che Sem Prandoni stava mettendo assieme persone con programmi validi per governare tra 2,5 anni, lui deridendomi mi costrinse a proseguire. Non conosco il pensiero di Don Sciortino ma altri mi hanno comunicato che i pentastellati si comportino bene, per essere dedicati alla comunicazione. Comunque abbiamo proseguito, vedrà cosa potrà far succedere. Sapeva degli acquedotti diam. 7 mt non ultimati- la ns confindustria potrebbe essere favorevole- così come ha accennato al petrolio ma è chiaramente un’altro discorso- Sai che i tedeschi non hanno un’industria petrolifera?- Chiaramente è un discorso di politica estera per dare una piega diversa al problema dell’immigrazione. E’ un’ottica simile alle ns azioni per ottenere un suolo su cui vivere in modo diverso dall’attuale, siamo disposti a ripartire dal basso con le ns forze. Perchè non pensare possa essere possibile per loro partire da quello che sono, molti dei figli nati in Italia potrebbero andare li a lavorare facendo i capetti. In merito a MC LUHAN ho il saggio Ripensare MCL dove furio Colombo, R. Barilli e C. Sartori si sono espressi ed ho letto quando mi occupavo della promozione delle Radio, fai come i miei amici -non 5 S- che mi porgono le sintesi e che girandovele spero siano da voi apprezzate.

In merito al colonialismo, non si può dire ci sia un inizio ed una fine a meno di non voler considerare che a breve ci sia la fine dei tempi e l’avvento del regno di Dio. Il che ovviamente presuppone la fine di tutti i colonialismi. Poichè il mio pensiero non è escatologico continuo a credere nell’ETERNO RITORNO del paganesimo Greco. Come diceva Gianbattista Vico ci sono i corsi e ricorsi storici. In questa ottica il colonialismo continua a ritornare tra le popolazioni come le epidemie di malattie infettive. Quello che tu intendi come colonialismo è una epidemia che al tempo partì dall’Europa verso le Americhe e parte dell’Africa ed Asia. A titolo di esempio adesso l’epidemia è partita dagli USA ed ha da tempo investito l’Europa e Africa, del medio Oriente e parte del Estremo Oriente. Anche la Russia sovietica ha sempre considerato i paesi satelliti Europei e Repubbliche Asiatiche come colonie. Tutto questo ha preso il posto che una volta occupava “The Britisc Empire” prima dell’ultima guerra gestiva 1/3 del pianeta tramite il commonwealth. Stando così le cose un modello di partenza economico sociale non politica multietnica multirazziale multiculturale attuata da operatori appartenenti a queste diverse categorie ricalcata su un modello anticolonialista come quella che i Gesuiti avevano costruito nel 700 nel sud ovest del Brasile con le loro fattorie missionarie collettive, radunando gli indios che fuggivano disperati dai latifondi dei colonialisti spagnoli. I Gesuiti pagarono caro questa loro opposizione al colonialismo spagnolo, infatti furono banditi per secoli dalle Americhe con l’approvazione del papato. La storia ci insegna che queste masse di profughi finiscono comunque di creare delle enclave di comunità di diseredati e disperati come ad esempio i campi profughi di Sabra e Shatila. Luoghi dove non esiste lavoro, reddito ne prospettive di vita civile futuri e che poi diventano luoghi di crescita per destabilizzazione sociale e crescita di ideologie radicali e terroristiche, nonchè di fonte della relativa manodopera. Bisogna quindi fondare un nucleo organizzativo fornito di mezzi economici da parte delle Nazioni Unite o in caso di impossibilità da parte di EU che prepari il personale volontario principalmente costituito dalle etnie coinvolte nelle migrazioni, in grado di attuare le tecnologie messe a disposizione da personale EU. Così i territori occupati dai migranti non diventeranno mai come quelli che noi adesso conosciamo come campi profughi.

natale capodiferro

Nell’ultimo comma hai centrato, a mio avviso s’intende, l’obiettivo. Quest’ultimo è la testimonianza che il buon senso e soprattutto l’intelligenza ci appartengono quando si riflette. Diversamente solo stupidate. Se si capisce che le migrazioni non possono essere fermate si capisce come siano inuitili i vari Mare Nostrum e Triton possibili(anzi il primo è stato di gran lunga- a parte le libagioni della mafia dell’accoglienza, positivo, almeno l’approccio).

E’ così che i naufraghi aumenteranno nella scellerata decisione di partire a tutti i costi evidenziando i naufragi politici europei e mondiali. Perchè a ben vedere, non fa tanto male sentire i numeri dei cadaveri quanto chi consente al mare di inghiottirne ogni giorno di più.

Tu mi inviti alle quote, mi pare di averne previsto, in base a quelle che erano state definite dall’UNCHR, nella misura di circa 10 milioni in quel mu, che diviso per i 27/28 paesi europei, fa circa 360/370.000 migranti a paese-cifra detta così alla buona, poi andrebbero ripartite per  territorio e in base alle capacità economico-sociali del paese con modello di integrazione austriaco. Ci rendiamo conto che stiamo parlando solo di 360.000 migranti! Quale sarebbe la grave problematica ad accogliergli dopo che li abbiamo presi dai loro paesi ed inquadrato! Quale? Non fa più male assistere al girovagare ai semafori e nelle strade, chiedere l’elemosina e un pezzo di pane e un bicchiere d’acqua? Qualche spicciolo lo diamo sempre! Quindi che senso avrebbe farli continuare a vivere(sigh!) così quando con quegli spiccioli è sarebbe possibile accogliergli ed integrarli?

Calais ancora non insegna? Quantunque le luci mediatiche si sono allontanate(comandate dalla politica biega e cieca francese e inglese) nel breve tempo e in quel territorio ostile cominciano nascere città di paglia. Non ci stanno a rimanere ostaggi dell’inciviltà europea, erigono chiese di lamiera e case di paglia, plastica per lo più. Le nuove Favelas europee, stesso procedimento urbanistico di aggregazione alle parti più ricche delle città contigue, stessa povertà, nessun welfare, nessun lavoro. Così si perpetreranno quelle problematiche di cui parla Dino, droga, estorsioni, ruberie, rapine: se noi li trattiamo così come pensiamo possano alimentarsi e sostenersi quotidianamente.

E’ un eccidio quello che stiamo commettendo, un eccidio dorato per quelli che ci guadagnano, quelli che fanno business con Triton e compagnia bella. Bendarsi la fronte solo per giudizi di parte(1000 per 1000 cazzate pure al vetriolo vengono cacciate fuori da bocche con stomaco pieno, magari citandole mentre si è su una barca a vela al largo del Mediterraneo) non porterà se non quello che sta succedendo a Kos, manganellate a gente senza cibo e senza acqua, sfiancata da almeno 10 giorni di mare.

Dunque si vuol punire il naufragismo, come elegante moda inventata dagli scafisti per sottrarre denaro agli stati(che fine orribile ha fatto il pensiero!),  mentre a pagare dovrebbe essere la politica naufragata su personalismi e nazionalismi, sentiti gli umori delle basi. Fomentate a loro volta dal razzismo indicibile e vergognoso propugnato da imberbi politici a caccia di consensi elettorali: d’altronde il poveraccio si sentirà sollevato, dovrà restare lui quello più bisognoso(perchè i migranti sarebbero ancor più poveri della loro povertà, non avendo nazionalità). Come se fossimo ancora in epoca feudale, ognuno cresce e pasce nella propria classe sociale. Nessuno vuol vedere la luce risolutiva, tutti, chi più chi meno, incitano alle armi e a Kos e a Calais già succede.

Si rinuncia a parlare dell’Inghlterra, la vera madre-causa della non risoluzione europea: è l’unica nazione che crede ancora nel colonialismo(ammodernizzato finanziario), benchè gli USA non siano da meno andando diritti per vie diplomatiche e politiche, considerato che al 2015 vogliono ancora scontare la grande vittoria.

il link al Mu  http://www.meetup.com/it/Parlamento-5-Stelle/events/220688259/

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3 pensieri su “NAUFRAGHI E NAUFRAGI (discorso a due)

  1. Affinchè non sia un dialogo di lupi alla luna. un ipotesi di progetto realizzabile con adesione politica delle masse EU che stanno subendo problemi inutili ed alimentano il politichese compresi politici,prelati e tutti gli organi d’informazione.

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