SCUOLA-INCONTRO(SCHOOL SOCIAL MEETING)

di natale capodiferro   SCUOLA-INCONTRO(SCHOOL SOCIAL MEETING)

Una proposta di Programma per la riconversione della dispersione, disagio, devianza e marginalità giovanile nell’ambito scolastico

Quest’articolo è stato pensato e scritto nel 2013 nelle sue grandi parti osservando come i cittadini, in questo caso di Latina, mettendosi in moto, siano riusciti a captare situazioni e bisogni con mezzi semplici e con pochissima spesa, se non nulla, per dare l’aiuto e il supporto necessario a quella marginalità che nel frattempo, con la crisi, è aumentata nell’ambito scolastico. Lunedì 14 settembre 2015, l’altro ieri, i media hanno cominciato a parlare del disagio e della dispersione scolastica e come le strutture scolastiche non hanno mezzi, economici e professionali e quindi non possono affrontare il problema seriamente. Bene, meglio tardi che mai. Nessun cenno circa il fatto che la Buona Scuola Renziana, pur prevedendolo solo nominalmente, non prevede quasi nulla di ciò sotto riportato per quanto riguarda il recupero della dispersione e del disagio oltre che della devianza e della marginalità, ma solo belle parole cariche del nulla. 

Sarebbe decisamente “politico” entrare anche nell’ambito del tema della “dispersione scolastica” come uno dei fattori che sta contribuendo alla destabilizzazione dei diritti acquisiti dallo studente e che “questa politica”, soprattutto nella fase che stiamo vivendo di crisi, alimenta e distanzia, sempre più dal “mercato” della cultura e dalla domanda-offerta, in genere, di lavoro. Crisi economica e crisi politica, una miscela esplosiva che si alimenta sempre più nel disagio sociale che determinandosi, soprattutto, nelle fasce meno abbienti, arriva alla middle-class, in cui infatti si registra il minore accesso alla cultura e allo studio, proprio per la duplice impossibilità  di spesa familiare da ripartire uniformemente, da una parte, e minor accesso alle istituzioni scolastiche-culturali in quanto proibitive sia dal punto di vista economico che propriamente culturale, di informazione; quest’ultima sempre più diretta alla privatizzazione.

Ciò alimenta una diseguaglianza sociale che induce devianza e marginalità, le quali, però, non hanno mai avuto mai un riscontro così dagli anni “70 ad oggi. La connotazione di questa fenomenologia è da ricondursi ad una serie di fattori, tra cui la “crisi” della cultura e la crisi di tipo economico-finanziario a cui è sottoposta tutta l’Europa. Dove prima l’accesso al credito era espedito semplicemente con pratiche intuitive basate sul riscontro sistemico di una busta paga, oggi una serie di fattori economici, primo fra tutti la non sempre possibilità di avere “beni” fisici da impegnare, incrancrenisce e stagna anche il sistema culturale. Moltissimi sono i giovani che non continuano più la scuola, altrettanti quelli che la lasciano, appena iniziata, per cercare lavoro(ma quale!!!).

Per cercare di fermare o arginare perlomeno questo fenomeno, che produce e produrrà sempre più effetti negativi dal punto di vista culturale, sociale ed economico, in Italia, le istituzioni scolastiche con le pochissime se non nulle risorse messe a disposizione, nulla possono/ potranno fare. Per chi non è dentro il sistema-scuola, il procedimento di “recupero” funziona così, e non lasciatevi abbagliare dai discorsi dei politici e dai media: ogni anno, in base ad un certa somma stanziata per la scuola intera, si ridistribuiscono le risorse, “proporzionalmente”, per ogni scuola e, una volta determinate, queste saranno fisse, non modificabili per tutto l’anno, saranno, insomma, il tetto massimo a cui ogni singolo istituto dovrà fare i conti. E’ bene ricordare che questa somma non viene determinata in base a quanti alunni hai da recuperare e con quali problematiche, ma solo mero calcolo proporzionale in base al numero degli alunni dell’istituto. Sarà allora possibile il recupero?(e sto parlando solo di quello didattico-culturale). I capi di Istituto si regoleranno secondo la quantità dei corsi di recupero e, in base al numero degli alunni con giudizio sospeso. Così facendo si ritroveranno materie che potranno fare un corso di 20 ore ed altre di 10(come è capitato a me distribuite su tre classi). E’ recupero questo? E’ possibile che un alunno possa recuperare in 10/20 ore un intero anno scolastico. Direte voi, è inverosimile. Ma è così.

E’ QUI CHE LA NOSTRA AZIONE POLITICA DEVE FARSI SENTIRE, pur nutrendo qualche dubbio nel fatto che siano le Associazioni Volontarie ad occuparsi di ciò, come sta avvenendo per esempio in Provincia di Latina,  CON PROPOSTE FATTIVE E COLLABORATIVE RECUPERANDO INSEGNANTI (MAGARI PENSIONATI) CHE POSSANO, ATTRAVERSO IL LORO CONTRIBUTO(a Latina è gratuito),PERSEGUIRE UNA “POLITICA” DELL’APPRENDIMENTO PER TUTTI.  Dubbi che nascono dall’incapacità di progettare una scuola INCLUSIVA da parte del Ministero e dei nostri governanti non certo dalle offerte private esterne all’organizzazione scolastica. Dubbi che riportano questa nuova scuola al periodo pre-bellico quando la scuola era solo di ALCUNI e la società(cultura e cultura professionale) era relegata a scorrere secondo criteri di reiterazione professionale familiare, annullando tutto il buono che c’è stato nella scuola della cultura a tutti e uguale nell’elargizione dei contenuti. Dubbi inoltre che fanno capire quanto la nostra politica sia distante dal territorio e quanto questa non è al corrente di progetti di tal genere e tali da ignorarli sistematicamente quando legiferano leggi assurde come la 107/15, la cosiddetta Buona Scuola. Nemmeno la semplice capacità di “leggere” informandosi di ciò che accade nei territori dove,  privati cittadini, magari riuniti in associazioni senza scopo di lucro, espletano funzioni che dovrebbero essere prevalentemente dello STATO secondo dettato Costituzionale.

VORREI CHE NASCESSE COSI’, PROPONENDOLO (e vorrei imitare Latina, poiché quando i progetti sono “buoni” devono essere perseguiti e senza guardare troppo per il sottile i colori politici delle giunte che li adottano)E PORTANDOLO ALLA VOSTRA LIBERA SCELTA, IL PROGETTO DI UNA SCUOLA-INCONTRO(SCHOOL SOCIAL MEETING), DA PROPORRE SUCCESSIVAMENTE AI COMUNI E ALLE SCUOLE e, che dovrebbe essere strutturato in questo modo:

0_Eventuale creazione di Associazione;
1_Individuazione di Scuole Polo;
2_ Individuazione di docenti, pensionati o meno, che siano disposti al servizio e che condividano il percorso didattico-educativo riguardante i minori coinvolti nel progetto; Individuazione di personalità pensionati o meno, docenti e professionisti  nei campi medico, psicologico, sociologico, pedagogico, psichiatria infantile, media-comunicazione, filosofico ed altro da aggiungere in collaborazione con le AUSL  territoriali;
3_Verifica del dimensionamento degli alunni coinvolti e Programmazione annuale dello School Social Meeting;
4_Individuazione di risorse da parte comunale(spazi, libri, pc, fotocopiatrici, fogli-quaderni-album, etc.;
5_Operativizzazione dei percorsi formativi nel rispetto delle risorse personali dei ragazzi seguiti, secondo Stages da Concordare con Aziende/Ditte/ del territorio.

Certo ci sarebbe da discutere e molto sul problema generale della dispersione. Ma qui si tratta in specifico di rigenerare un sistema di “recupero delle insufficienze e del debito” che non funziona didatticamente per nulla. Neanche la 107/15 sostituisce o varia tale situazione, ne accomoda solo interventi economici.  Ecco perchè il motivo di agire di “lato”, prendendo quello che c’è di buono ed impegnando le scuole ad un più “serio” ragionamento sul recupero scolastico, che è didattico prioritariamente ma che cela dietro la quinta essenza dei malori socio-culturali, la degradazione della cultura a nozionismo e marketing pressapochista mediatico.

Sarebbe congruo e idoneo la ricerca capillare di un sistema di vita con dei ” nuovi capisaldi”(non vorrei chiamarli valori perchè in campo agirebbero altre forze), morali, etici, culturali, professionali che non esistendo quasi più, ovvero essendo stati omessi dalla struttura onnivora  del mercato globalizzante mondiale, dal web e dalle forti tensioni politiche e religiose e militari presenti in quasi tutto il mondo, generano perdita di identità,  di forza intellettiva, di capacità precipue e del credere in se stessi. Queste incidono sull’insicurezza che notiamo sulla pelle dei nostri ragazzi che in alcuni casi e, sempre molto più spesso, genera lassismo, menefreghismo, qualunquismo che, non certo doti, impoveriscono ancor di più quell’habitat socio-culturale-mediale ancor più compromesso dalla “visibilità a tutti i costi” rispetto alla potenziale infinita accessibilità culturale  presente in ognuno di loro.

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3 pensieri su “SCUOLA-INCONTRO(SCHOOL SOCIAL MEETING)

  1. Hai fatto bene a centrare l’attenzione su questo delicato argomento,al quale troppo poco si da l’importanza dovuta o si fanno progetti mirati…la tua proposta e’ semplice quanto efficace e ci si domanda come mai la politica scolastica,che regola tutto, ci metta cosi’ tanto a capire..(gia’ il fatto che parliamo di politica scolastica e’ sbagliato..)

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  2. chiaramente la proposta è molto semplificata per discuterla ed implementarla. a Latina sta funzionando e bene anche senza il punto 2, parte seconda, psicologi, pedagogisti etc, e del punto 1 in quanto al momento sono associazioni esterne alla scuola. forse per questo funzionano?

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    1. La scuola come luogo di incontro e’ una visione molto bella e si contrappone a quella proposta dalla riforma che sembra ogni giorno di piu’ una “scuola di conquista”..le nuove parole per fare scuola (secondo la riforma) infatti sono:DEBITI,CREDITI,SELEZIONE,VALUTAZIONE,MERITO,PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA..i ragazzi sono costretti ad essere imprenditori di se stessi in un luogo dove fa da padrone il principio economico con scuole in vetrina come cataloghi da sfogliare..
      La scuola luogo di incontro diventa anche luogo di inclusione che fa sentire ai ragazzi di essere al centro di un’ azione educativa dove lui e’ il protagonista..viene percio’ promosso lo stare bene a scuola dove tutti i soggetti del momento educativo concorrono allo stesso obiettivo..
      La dispersione e’ si’ abbandono scolastico ma prima di tutto e’ dispersione di competenze,quelle dei ragazzi ,che se sfruttate al meglio e canalizzate lo valorizzano e lo gratificano..
      Spesso sono ragazzi che non hanno avuto il giusto spazio per dimostrare le proprie abilita’,per mancanza di tempo o di risorse e per svariate causehanno vissuto molti insuccessi scolastici.Spesso si sentono inadeguati percio’ abbandonano e cosi’ perdiamo abilita’ che sfruttate in altro modo darebbero risultati diversi..

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