7 MINUTI DELLA MIA VITA PER SAMMEZZANO

di natale capodiferro    7 MINUTI DELLA MIA VITA PER SAMMEZZANO

sammezzano

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Un Castello Moresco(architettura)del 1800 venduto all’asta come una bestia, come un immobile qualsiasi.
Stracciato dalle carte di tutela storico-artistica e vilipeso dall’amministrazione in quanto non riconosciuto tale.
Eppure qualcosa c’è da dire, c’è storia dietro, c’è ingegno e arte a non finire, c’è specie di ogni genere, importata ed indigena, in un mare di terra ora inutilizzato e banalmente ridicolizzato dall’assenza di interesse.
Castello o magione o residenza, il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes lo realizza tra il 1853 e il 1889 in piena rivoluzione di indipendenza italiana e in ossequio ad una matrice, quasi sempre dimenticata o coperta o addirittura nascosta se non sopita ma presente eccome in Italia, quella moresca.
Una certa ebbrezza artistica, desiderio del bello, ci attanaglia quando si è entro, ove tutto è luce e tutto ricrea luce, attraverso la mirabiliante( e mirabile) policromia creata da mattoni, stucchi, piastrelle. Che furono realizzate lì per dare il senso del luogo degli uomini e delle mani del locus, sapientemente a ricreare un luogo etereo, mistico, fuori dalla materialità, estensione dell’intelletto e delle visioni.
Uno spazio per la luce e che la racchiudesse, lo spazio dell’uomo illuminato. La ricerca di uno spazio infinto(ad infinitum) creato da un uomo piccolo piccolo e materiale che meditava l’ascendenza.
Forse che passati i romani e creatosi un nucleo barbarico ospitò Carlo Magno nel 780 e Umberto I nel 1878. Forse ed ininfluente poichè l’arte non ha tempo ne spazio.
Ed è arte costui eretto per meraviglia? Già il seicento ci aveva lasciato opere sublimi realizzate solo per la “maraviglia”, rimaste incomprese e disadorate per la pia controriforma, oggi splendono più di altre del loro intersecarsi e dei nascenti intrighi prospettici, quasi a parlare e a stendersi dandosi la mano, come uomini con gli uomini.
Ecco è questo il desiderio che ci assale, toccare, sfiorare, infervorarsi, distribuirsi, inventarsi a farne parte, incastonati anche noi tra i milioni di tessere colorate. Lo spazio che si rende luce e attira ciò che è dentro nel balletto dei colori che instaura e che invita alla partecipazione. Il Marchese aveva ben capito la relazione tra spazio e colore, tra amore fisico e amore platonico trovando la soluzione nella luce attraverso la variabilità dei colori delle 365 stanze.
Che immenso progetto dell’uomo per l’uomo ideale risorgimentale, ancora un po forse illuminista, dacchè da una stanza all’altra ne usciamo pervasi quasi fossimo passati per un rito dionisiaco romano, ebbri di vino e di pensieri, sogni, voluttà.
Di volta in volta subiamo le convessità e concavità, le parti in luce e quelle in ombra e come il passaggio quotidiano del giorno sembrano sbucare dal nulla invenzioni fantasiose e delicate armonie di luce sonora, a volte più alte a vole più basse di registro luministico, intente però a farsi ascoltare nella modularità congegnata. Il progetto della luce per la luce
Che dire dell’immenso parco esterno se non di un’eclatante spiritualità vegetale che sprigiona da tutte le specie in esso contenute, 134. Specie esotiche arboree come sequoie americane, tuja, tasso, cipresso, pino, abete, palma, yucca, querce, aceri, cedro dell’Atlate, cedro del Libano, bagolaro, frassino, ginepro, acacia, tiglio.
Specie a dare il senso dell’infinito spazio che la luce crea adornato, sempre in stile moresco di un arredo architettonico, quasi urbano, da un ponte, una grotta artificiale con statua della bella Venere, vasche, fontane e decorazioni in cotto.
Uno spazio umano creato dalla luce forse è il Castello. L’unica fonte in grado di creare e di farci sognare.

Speriamo per tanto tempo ancora
Con Amore a Sammezzano

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Un pensiero su “7 MINUTI DELLA MIA VITA PER SAMMEZZANO

  1. È un luogo caro alla mia infanzia. ..da allora in stato di abbandono. ..la tua descrizione mi ha fatto rivivere le emozioni di quei tempi quelle che questo luogo fa provare a chiunque lo visiti. .fa diventare romantico anche chi dice di non esserlo…trabocca di amore e di passione per la vita e per l’arte. .
    grande emozione. ..grazie

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