LETTERA AL M5S – non trasformarsi in PARTITO

di arnaldo balassi  LETTERA AL M5S

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Da un po’ di tempo non partecipo più a discussioni sui meetup. Mi sembrano sempre più vetrine di esposizione/esibizione delle proprie “grazie”, come quelle di Amsterdam o di altre città del nord Europa. Questa non è un’offesa verso chi partecipa, ma è solo una provocazione nel tentativo di scuotere un po’ le coscienze e prendere atto che ci stiamo sclerotizzando su posizioni che non portano più da nessuna parte.

Sapete perché si sta verificando tutto questo? Perché il movimento si sta scollando da un principio che rappresentava le fondamenta della sua esistenza.: uno vale uno, ma tutti insieme dovevamo rappresentare l’unità. Unità che non c’è più. L’allontanamento dei parlamentari dalla base, le libere iniziative che si accavallano per temi e tempi dimostrano che una realtà politica senza un’organizzazione territoriale che coordini le iniziative che via via vengono individuate, capace con autorevolezza di riportarle a coloro che dovrebbero essere i portavoce, è come un albero che non da più frutti, o meglio come un albero che pur dando frutti essi cadono a terra senza che nessuno li raccolga.

Sono troppo duro? Non credo! Questa riflessione mi è venuta leggendo fra i vari interventi dei vari meetup quel senso di scoraggiamento, disorientamento e amarezza che subisce chi grida al vento le proprie verità, i propri dubbi, pur sapendo che il vento non potrà mai rispondere.

C’è qualcosa che non funziona!

La letteratura sociologica spiega molto bene il fenomeno dei movimenti politici. Essi nascono con grande effervescenza di solidarietà, legalità, democrazia e rispetto di valori comuni. Nel momento in cui questi valori vengono meno o messi in dubbio o normati rigidamente, il movimento stesso si istituzionalizza e diventa altro.
Il M5S ha fra i suoi principi fondanti “uno vale uno” e “democrazia dal basso”. Ed é questo, ritengo, la chiave di successo del movimento, è questo che ha fatto avvicinare molti di noi.

Nel momento in cui nascono capi e capetti o finanche dei “censori” autonomamente consacrati, incomincia, ahimé, il conto alla rovescia. Gli iscritti al Movimento sono stati definiti “attivisti” e già questo dovrebbe dirla molto sulle contraddizioni che stanno emergendo in questi giorni. Attivarsi sul territorio per affermare quei principi che ci contraddistinguono dovrebbe essere nota di elogio e non di becero “richiamo all’ordine” da parte di chi si ritiene depositario della verità. E’ stato proprio questo attivismo “sano” che ha visto consolidare il nostro “quorum” e aumentare il consenso pubblico. Grazie proprio all’attivismo dei nostri amici portavoci (non “Onorevoli”) che oggi possiamo iniziare a considerarci futura forza politica di Governo. Allora, perché tarpare le ali a chi in modo costruttivo si sta adoperando in tal senso? Forse perché vi è invidia in alcuni meschini personaggi locali, che non gradiscono che altri esprimano la loro capacità nell’azione politica?

Ragazzi è inutile illudersi, il Movimento si sta trasformando in Partito e assimila tutti i suoi pregi e soprattutto difetti. Ormai è chiaro che sta emergendo una classe politica, mi dispiace dirlo ma omologata dai signori Parlamentari che alimentano anche dei “cerchi magici” territoriali. Sono spariti i principi fondanti che erano: “uno vale uno” e “democrazia dal basso”.
Non ne farei un dramma, ma purché si ammetta pubblicamente e s’individuino i nuovi caratteri organizzativi, affinché il nuovo partito cresca di quorum e principalmente si adoperi per coalizzarsi, anche otturandosi il naso, con chi può consentirci di andare al Governo del Paese, al fine di tentare di RIFORMARE, RIFORMARE, RIFORMARE. Sempre che si salvi almeno il principio dell’ONESTA’ nonché la regola che si rimane nelle Istituzioni per una, max due legislature, se si hanno dei meriti conquistati sul campo.

Suvvia, smettiamola di essere infantili e meschini. Torniamo ed essere quella compagine politica, fresca, onesta, pulita, operosa che ho conosciuto nei primi anni di adesione al Movimento.

Altrimenti, un altro sogno è svanito.

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Un pensiero su “LETTERA AL M5S – non trasformarsi in PARTITO

  1. Non credo che siamo messi così male. È ovvio che il rischio si può correre e che ci sono invidie che giocano a distruggere e ci sono i pieni di sé che si montano la testa.. Bisogna fare il possibile per aiutarli a comprendere e se non c’è verso accompagnarli all’uscita. Il movimento non fa per loro. Queste parole sono utili, fanno riflettere e ciò fa bene.ma dobbiamo anche avere fiducia e paranza condita da prudenza.

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