IL BONUS E IL COMITATO DI VALUTAZIONE

di claudia5S  IL BONUS E  COMITATO DI VALUTAZIONE

bonus

Dalla lettura delle norme risulta molto difficile vedere in questo “bonus” un sistema premiale del merito.
Per prima cosa non esiste alcuna competenza specifica né nel Comitato né tanto meno tra i dirigenti scolastici per individuare il merito dei docenti.
Nei paesi dove si valutano sia i sistemi che i singoli le figure dei valutatori sono formate con anni di studio e di esperienza e si occupano di aree specifiche e ben delimitate.

Nel caso del nostro Comitato di valutazione chi potrà dire se il collega di matematica, piuttosto che di un’altra disciplina, ha raggiunto una buona qualità di insegnamento? Forse il dirigente scolastico che è laureato in lettere e si occupa d’altro e da molti anni non entra in una classe? Forse il collega di musica che insegna in un altro corso? Forse il genitore che lavora in fabbrica e non ha finito neanche la terza media ? Forse lo studente che con quell’insegnante ha avuto sempre voti negativi?

Siamo molto lontani da un serio sistema di valutazione ma molto vicini a farlo diventare (come il FIS) lo strumento del dirigente per premiare i suoi accoliti o a chi sarà più pronto a seguire la sua volontà.
Anche il merito, come del resto abbiamo piu’ volte detto , tutta la Legge 107/2015, risulta ispirato dalla filosofia aziendalistica di tipo piramidale :un uomo solo al comando, il dirigente scolastico, con la possibilità di scegliere il suo staff , un modello, che non migliora la produttività.
Nella scuola la “produttività” aumenta solo se l’organizzazione è di tipo collaborativo e c’e’ partecipazione tra tutti i docenti della scuola.

Invece nella nostra scuola italiana avviene che nell’art. 1, comma 130 della Legge 107/2015 si informa che il legislatore dice ad ogni singola scuola, che non sa come valutare il merito dei docenti e siccome non lo sa chiede alle scuole di sperimentare per tre anni un sistema di merit pay che si devono inventare, poi tra tre anni il ministero, sulla base di quello che le scuole hanno escogitato, stenderà le linee guida nazionali per la valutazione, e la retribuzione, del merito dei docenti.
Facile è ipotizzare che se queste sono le basi non migliorerà di certo la qualità dell’insegnamento impartito agli studenti.

La valutazione cosi’ concepita introduce ad un altro concetto fondamentale ..la meritocrazia.
E’ un contenuto seduttivo, perché promette a ciascuno ciò che è garantito a pochi, e fa sperare a tutti che le rendite di posizione vengano scardinate da un sistema finalmente in grado di premiare le competenze, lo studio, l’impegno. In realta’ la Meritocrazia è un concetto che esalta l’individualismo e la competizione, e quindi porta i meccanismi del mercato fin dentro il sistema educativo alterandone la vera essenza.
Fondamentale per questo cambiamento e’ stata la legge sull’autonomia scolastica. Da quel momento ogni istituto deve dotarsi di un proprio Piano dell’offerta formativa.
L’introduzione del criterio dell’offerta ha attivato meccanismi di competizione tra istituti (anche nella scuola dell’obbligo) e ha messo i genitori nella condizione di coloro che attivano la domanda, contribuendo a trasformarli da cittadini a clienti.

Cosa può fare il Collegio dei docenti per limitare i danni?
Prima di tutto rinviare il più possibile l’elezione dei membri, prendere tempo per spiegare a docenti, genitori e alunni la pericolosità di questa valutazione per la qualità dell’insegnamento. La legge non fissa un termine entro il quale il comitato debba essere insediato.
individuare assieme dei criteri che non creino competizione e concorrenza tra i docenti ma che siano adatti a mantenere un clima collaborativo e partecipativo nelle scuole, infine impegnando i colleghi eletti nel Comitato a rispettare le indicazioni fornite dal Collegio e convincere gli altri membri a seguirle così da vincolare le scelte del dirigente scolastico.
Richiedere il piu’ possibile trasparenza prevedendo per ogni riunione dello stesso relativo processo verbale da rendere pubblico come pure del suo deliberato conclusivo.

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Un pensiero su “IL BONUS E IL COMITATO DI VALUTAZIONE

  1. Condivido le preoccupazioni d’infiltrazioni di saccenti e clienti del capo che rovinano la scuola pubblica sempre di più. Quella privata è un altro pianeta? Questa è l’imbecillità di chi governa e fa leggi di cui non ha nessuna cognizione a livello di formazione e produttività della scuola. Ero operatore psicopedagogico ed ho lasciato la scuola nel 1998 disgustato per aver preso atto che si affidavano incarichi come il mio ai più disparati titoli dai diplomi vari a lauree di ogni tipo. In una parola culturalmente parlando “CANI e PORCI” AMICI DEL SISTEMA CORROTTO ED EBETE. Infatti ora è arrivato il marchio di fabbrica. Il politico sa che a chiunque è consentito candidarsi…. basta avere sufficienti voti di scambio. Ebbene la scuola quella seria e colta non ammette infiltrazioni e mistificazioni. Ognuno deve fare SOLO QUELLO CHE SA… FARE. Il politico nella scuola, nella sanità e nella società deve solo ascoltare e lasciare che gli addetti ai lavori si organizzino secondo i suggerimenti. Il progresso del mondo non certo è dovuto l’ingegno dei politici, ma a studi, ricerche e genialità di pochi, ma addetti ai lavori!!!! Allora concludo disprezzando la saccenteria dei politici che mettendo mano su tutto, dimostrano maggiormente quanto poco valgono ed invito tutti i proff. a prendere coscienza che la valutazione del docente non deve essere delegata alle SS, ma responsabilizzare i docenti onesti e competenti che cooperando tra loro attivano un vero e proprio laboratorio di ricerca e studio sull’incremento della produttività della scuola non in termini di pubblicità, ma di efficienza sul piano umano, sociale, individuale e collettivo. Genitori ed alunni si lascino servire ed esercitano il loro ruolo collaborativo ed informativo e se lamentano i guasti, questi riguardano il presente a tutti i livelli. Educare, insegnare è per POCHI e non per molti.
    Antonio Errico

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