Domani, mi compro una Ferrari…Miti, misteri e miserie del capitalismo globalizzato

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di antonio caracciolo   Domani, mi compro una Ferrari… Miti, misteri e miserie del capitalismo globalizzato

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Di prima mattina, cercando notizie sul conflitto Iran-Arabia Saudita, mi sono trovato invece la diretta della cerimonia per la quotazione in borsa della Ferrari… presente, fra i Big, il nostro Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, nostro malgrado, successore della lunga catena di Capi di governo, che va da Mussolini fino a Letta, quindi Renzi… Non sono un economista, pur avendo studiato la materia… Mentre ascoltavo i discorsi e vedevo la diretto, mi chiedevo come l’evento potesse riguardare la mia vita quotidiana e quella di molti altri italiani, anzi la quasi totalità… Molte cose sfuggono alla mia comprensione… Naturalmente, non ho nulla contro le automobili Ferrari… Ho sentito che se ne vendono 5000 all’anno… Non credo di potermene comprare una… Renzi ha parlato di problemi del Paese da lui risolti… Ha parlato del job act di un fatto positivo positivo per il Paese… Mi chiedo se qualche giovane potrà essere ora assunto a Maranello per avvitare bulloni ed essere quindi licenziato subito se si venderanno 4999 vetture anziché 5001… Si parla di uno strano indice statistico: la “fiducia dei consumatori”, che sarebbe cresciuta… Dunque, mi compro una Ferrari? Per correre a 300 all’ora e provare l’ebrezza della velocità e della ricchezza? O magari investo tutto quello che ho acquistando titoli della Ferrari, da oggi quotata in borsa… ah! ho già perso il 2 %, a sentire l’andamento delle quotazioni…
Tutto questo è assurdo! Allucinante! Si parla tanto, anche i politici tanto ne parlano, dei Mercati quale nuove divinità che misteriosamente decidono della vita e della morte di sette miliardi di persone in tutto il mondo… L’Economia è la religione dei misteri… Non ve ne è mai stata una più misteriosa… E tutti si inchinano, tutti l’onorano, tutti sacrificano al suo altare… Ad essa si fanno anche sacrifici, anzi solo sacrifici umani e sempre di più, di più…
È questo l’inizio dell’anno 2016, che mi offre la televisione di stato, una televisione che dovrebbe essere servizio pubblico e dovrebbe consentirmi di acculturarmi, di sapere ciò che succede nel mondo, di comprenderne gli eventi. Credo che faccia esattamente l’opposto: non far comprendere la verità, ottundere l’intelligenza dei cittadini, propagare la menzogna, puntellare il potere, difendere i privilegi, propagandare un mondo fatto di ingiustizie con ricchi che diventano sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.
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