PRESIDI SCERIFFI E DOCENTI CONTRASTIVI

a cura di claudia5S   PRESIDI SCERIFFI E DOCENTI CONTRASTIVI

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L’Associazione Nazionale dei Presidi dà la sua spiegazione della slide numero 12 nella quale si afferma che i dirigenti grazie alla riforma avranno “mano libera nei confronti dei docenti contrastivi”.Si difendono dicendo che il loro riferimento era solo rivolto a quei docenti che si oppongono deliberatamente e a prescindere a qualsiasi miglioramento che invece viene proposto per il benessere del proprio istituto.In verita’ viene archiviata la tradizionale figura dei dirigenti scolastici, che incarnavano le tradizionali funzioni di gestione amministrativa e di coordinamento didattico all’interno dei consigli di istituto e si lascia il posto come si e’ detto piu’ volte ad un preside con forti poteri e sul quale non ricade nessun controllo. Potranno scegliere l’organico in piena autonomia, individuando i docenti adatti all’interno degli albi territoriali che saranno costituiti presso gli Uffici Scolastici Regionali. Nel caso di più proposte di incarico è il docente a dover scegliere.

Il preside inoltre può anche effettuare colloqui con i docenti che lo aiutino a fare la sua scelta. E’ possibile inoltre l’utilizzo del docente in classi di concorso diverse da quelle per le quali è abilitato purché possegga titoli di studio validi per l’insegnamento della materia in questione e abbia delle competenze professionali coerenti.Gli sarà permesso di valutare i docenti, premiarli con incentivi salariali, scegliere anche tre vicepresidi di ausilio alla propria attività e potranno coordinare gli equipaggiamenti informatici e didattici dell’Istituto in maniera totalmente autonoma.

L’organico un tempo strutturato e intoccabile diventerà flessibile: avendo il potere di deroga delle regole attuali, i presidi, potranno spostare i docenti in base ai loro criteri. Un ruolo che viene anche sburocratizzato, tutte le competenze relative alle pratiche pensionistiche, cessazioni del servizio, trattamento di quiescenza, progressioni e ricostruzioni di carriera, liquidazioni del Tfr, saranno trasferite alle competenze degli Uffici scolastici regionali.

Siamo sicuri che stiamo sburocratizzando o per queste pratiche ci perderemo nei meandri del tempo e di questi uffici “fantasmi”?

Comunque..obiettivo della riforma, oltre che sburocratizzare è anche quello di restituire dignità al corpo docente, puntando sulla meritocrazia. Ma siamo sicuri che in un Paese che fonda la sua meritocrazia sulla raccomandazione, sulla bustarella e sulla clientela, il dirigente scolastico saprà resistere alle lusinghe, alle amicizie, alle pressioni politiche e sindacali?

Il paradosso di questa riforma sta soprattutto nel fatto che si cita ad esempio il modello privato, dimenticando, però, una differenza sostanziale: l’imprenditore sceglie e decide rischiando soldi propri e non denaro pubblico. A meno ché non si voglia introdurre il criterio di responsabilità per cui, come avviene nel privato (non nel pubblico dove il manager viene gratificato economicamente anche per i propri errori), chi sbaglia in modo accertato venga licenziato.

Perché si sappia che per il preside che sbaglia o che abusa del proprio potere, non è prevista alcuna sanzione …

La valutazione dei presidi e della scuola non può continuare sulla base del maggior numero di promozioni, falsa attestazione di efficienza, quando è noto che i docenti vengono spinti a promuovere per elevare il quoziente scolastico.La nostra società premia e ammira il furbo, deridendo l’onesto: «Paucorum improbitas est multorum calamitas», la disonestà di pochi è di danno a molti.

Il rischio di questo aumento di potere ai presidi, è quello di creare una nuova casta, che, come ogni aggregazione di potere, tende a fare i propri interessi.

Non importa percio’ andare sul vocabolario per vedere il significato della parola “contrastivo”e capire facilmente quale docente lo diventera’…

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