QUANDO I LAVORI NON SONO BEN PROGRAMMATI E PROGETTATI ECCOTI FERMATA LA TRATTA T3 DELLA METRO C A ROMA

 

a cura di paola giannone QUANDO I LAVORI NON SONO BEN PROGRAMMATI

 E PROGETTATI ECCOTI FERMATA LA TRATTA

 T3 DELLA METRO C A ROMA

colosseo tratta T3

Continuano i lavori della Metro C nella Tratta T3, nonostante la chiusura dei cantieri da parte del Consorzio Metro C per il mancato pagamento di 200 milioni di euro da parte di Roma Metropolitane. In particolare, è stato aperto il cantiere e si è iniziato a “lavorare” nell’area Stern del Colosseo, nel 1807 interessata dalla costruzione dello sperone, perché oggetto di cedimenti differenziali e di crolli.

Dopo il terremoto che colpì Roma nel 1806 l’architetto Raffaele Stern fu incaricato di porre rimedio ai danni subiti dal monumento e di consolidare l’anello esterno ormai pericolante. Il grande sperone in mattoni bloccò la caduta degli antichi conci, ma solo in parte. L’area dello “sperone Stern” è stata oggetto di indagine a seguito del rinvenimento, scoperto nel 2011, di una fenditura di circa 40 centimetri nella platea di fondazione, alta circa 13 metri, che ha determinato un cedimento differenziale della parte sud – ovest rispetto alla parte nord – ovest della fondazione stessa determinando anche un dislivello del “piano d’imposta” delle arcate, appunto di circa 40 centimetri.

Per dirla in breve: il Colosseo “pende” come la Torre di Pisa! Sotto e accanto alla Torre di Pisa, “messa in sicurezza”, però, non si è subito fatta passare una Metropolitana, invece, sotto e immediatamente accanto, a 10 metri, dal Colosseo si intende far passare nel lato nord – ovest nelle foto le gallerie e il “pozzo” della Metro C nella Tratta T3, oltre a quelle del lato sud – est della Metro B. Nel 1821 e fino al 1858 Valadier intervenne sulla parte opposta, quella sud – est del Colosseo per il consolidamento della parte terminale dell’anello esterno, non più contraffortato. La soluzione fu quella di “reficere” o ristabilire e reinterpretare i caratteri architettonici del monumento. Valadier non realizzò un semplice “sperone” come Stern, ma eresse nuove arcate, rispettando la sovrapposizione degli ordini e i ritmi di pieni e vuoti del monumento. Cambiò i materiali (mattoni scialbato e non travertino o marmo. Le cadute di frammenti di marmo e mattoni dal terremoto del 6 aprile 2009 e continuati nel 2011, 2011, 2012, 2013 hanno reso necessario e urgenti gli interventi restauro, ancora in corso.

Così il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si era pronunciato lo scorso 18 dicembre 2009: “Sono possibili cedimenti differenziati dei terreni fortemente disomogenei con possibili rischi idrogeologici per l’estrema difficoltà a prevedere e controllare i comportamenti dei terreni”.
• Vista la: Previsione di un nuovo pozzo a meno di 10 metri dal Colosseo per il collegamento in galleria tra la fermata Fori Imperiali e la attuale stazione della Linea B;…Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
• Visto: Come è strutturato l’accordo attuativo del 9 settembre 2013, nel caso di un lungo fermo dei lavori per cause non imputabili al Contraente Generale (imprevisto tecnico, archeologia ecc.), si potrebbe arrivare al paradosso di finire i soldi senza neppure iniziare i lavori. Il rischio degli accadimenti (che alla luce “dell’esperienza pregressa” e in particolare per la T3 e ancora di più per Piazza Venezia) è elevatissimo.
Riteniamo che non si debbano abbattere i contratti per via giuridica ma, solo ed esclusivamente, per via tecnica, sulla base di scelte oculate e profondamente ponderate che possono essere verificate proprio e solo con una nuova V.I.A….(Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).

Tanto più per i possibili rischi di crolli per l’Anfiteatro Flavio, vista la risposta di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla lettera di Italia Nostra, non si può che concludere per l’”input”, immediato, dello “stop end” a San Giovanni non solo con la rescissione del contratto per via giuridica, ma per “impellenti possibili e ben più gravi rischi” dovuti a “cause tecniche”!
Per questi motivi, in primis, ma ce ne sono molti altri, non si può non concludere che deve essere rivisto il Progetto della Metro C nella Tratta T3, che deve essere realizzato, prima di tutto nel rispetto dei cittadini e delle Associazioni, a cui le Istituzioni devono dare risposte certe e garanzie sicure di rispetto di tutela dei diritti, disposti dalla Costituzione e dalle leggi, sempre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...