BANCHE A SALDO! OHIBÒ (INTERIEZIONE POLITICALLY CORRECT)

BANCHE A SALDO! OHIBÒ  (INTERIEZIONE POLITICALLY CORRECT) di Giovanni Grossi

Si riparla di Banca Etruria, Carife, Banca Marche, Carichieti.

🏀 🏀

*   *   *

Ci risiamo!

Stupore ed alti lai per lo scarso valore attribuito dagli aspiranti acquirenti alle quattro banche “salvate”.

Adesso il Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (FITD) rischia di pagare un prezzo pesante, perché gli offerenti stranieri (solo due, malgrado l’iniziale ressa di fronte alle vetrine dei saldi bancari) hanno proposto una cifra assai inferiore a quanto anticipato dal Fondo, grazie ai versamenti “volontari” (risate) degli istituti che hanno anticipato i danari (i soliti noti: Intesa, Unicredit e UBI probabilmente oggetto più di pressione politica che non di vero coinvolgimento sistemico).

Come al solito, tentando di fare un commento il più possibile semplice, rivolto all’inclita e al volgo, evito di entrare nel tecnico, lasciando la parola al sole24ore http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-07-22/bankitalia-arrivate-tre-offerte-le-good-bank–152443.shtml?uuid=ADM1Kew.

Così entro subito nella critica, che non è solo tecnica, ma ha anche una forte valenza politica, perché un coacervo di puttanate (termine tecnico/economico) come quello montato attorno a questo naufragio (ops! Volevo dire salvataggio) era difficile metterlo assieme.

E necessario, pertanto, valutare la portata tecnca degli accadimenti, ma anche dei danni “subiti e subendi”

*   *   *

Per quei due coraggiosi che hanno retto alla lettura dei miei precedenti interventi su questa rivista, ricordo che avevo già affrontato il caos provocato per giungere alla creazione delle quattro “Nuove” banche https://informationzero.wordpress.com/2016/04/19/il-suk-delle-svendite-bancarie-ovvero-la-pochezza-del-piano-di-salvataggio-delle-quattro-banche-di-giovanni-grossi/.

Ora siamo al redde rationem; un finale (di secondo tempo) che pone due domande proponibili anche da chi di cose bancario/finanziarie non se ne intende.

UNO. Come è possibile che solo per ricapitalizzare queste banche si siano immessi 1,8 miliardi di euri (assai plurali, vista l’entità), sperando di recuperarne almeno 1,4 (dopo le spese per la sistemazione), mentre le offerte oscillano tra i 500 e i 600 milioni di euro (stavolta singolare, vista la scarsezza)?

Si è sbagliato allora o i fondi stanno tentando di lucrare adesso?

Probabilmente il tentativo di fare l’affare c’è, ma la differenza tra offerta reale e speranzosa attesa è troppo alta.

Non è pensabile che i due offerenti non sappiano che a fronte di una offerta troppo bassa il Sistema bancario e il Governo (si, proprio lui, anche se non dovrebbe entrarci) potranno tentare altre strade.

Quali strade lo vedremo alla prossima domanda.

D’altronde, le quattro banche assieme presentano sicuramente tre direzioni generali di troppo; bisogna quindi tagliare molti posti di lavoro.

In più, le filiali sono già troppe per ogni singola banca, figurarsi per quattro assieme, anche se, fortunatamente, le sovrapposizioni geografiche sono contenute.

Vogliamo fare un paio di calcoli?

Porto l’esempio di Banca Etruria perché, in questi giorni, per motivi di lavoro sono spesso presso di loro.

La Direzione Generale di Via Calamandrei ha qualcosa in più di 400 addetti.

Altri settori di direzione sono in altri plessi.

Vi sono poi società strumentali, come Etruria Informatica o Palazzo della Fonte (gestione immobili strumentali), che sono assimilabili a settori di direzione.

E ci sono anche altre società del Gruppo, tra cui un’altra banca, Federico del Vecchio, per cui non risulta giunta separata offerta (forse solo le assicurazioni potranno prendere un’altra strada).

Facciamo un calcolo sulla carta del prosciutto?

500 addetti che possono, all’incirca, essere moltiplicati per quattro, compensando grossolanamente tra Banca Marche più grande e Cariferrara e Carichieti più piccole.

Quanti ne dobbiamo eliminare?

Non lo so né voglio fare calcoli, visto che i numeri hanno poi le facce di colleghi e amici.

Ma quanto pensate si possa salvare di questi posti di lavoro, pur creando inutili mega direzioni territoriali?

Questo, a meno di non ricreare carrozzoni politico/assistenziali, che però riproporrebbero la mortale situazione attuale.

Passiamo alle filiali.

La sola Area Toscana, sempre di Banca Etruria, ha oltre 80 filiali.

In questo momento storico le filiali, come ho scritto in un altro articolo, sono più un costo che una opportunità, se non ottimizzate e mixate con moderne tecniche di banca online https://informationzero.wordpress.com/2016/07/03/banche-inefficienti-la-rianimazione-non-serve-ci-vuole-il-bisturi-di-giovanni-grossi/.

Quante ne tagliamo?

Se poi teniamo conto del fatto che tutte le banche, insieme alle loro controllate, fanno qualcosa di meno di 700 sportelli, a quanto arrivano i tagli?

Ancora!

Le direzioni generali hanno immobili costosi.

Almeno nel caso di Etruria (le altre non le ho visitate personalmente) il quadrilatero di vetro di Via Calamandrei ha dentro solo un po’ più di 400 persone, ma ne reggerebbe tranquillamente almeno il doppio. Questo senza considerare un’altra dependance esterna nello stesso perimetro.

É una struttura sicuramente funzionale, ben dotata di parcheggi, con una mensa interna e altri locali pubblici nelle vicinanze, sita tra Arezzo e la via per l’autostrada (CAPIAMOCI, non sto facendo l’agente immobiliare; sto solo descrivendo un immobile per valutarne la fungibilità generale).

Tuttavia, è un locale che può solo essere usato per uffici. Ad occhio, anche se non sono un tecnico, non sembra avere la struttura per sorreggere macchinari pesanti da impresa manifatturiera.

Appare quindi difficile poterlo fittare o vendere a terzi, in una zona dove palazzi uffici e capannoni industriali non mancano, per di più in un momento di crisi.

Quindi, se lo si dovesse svuotare, manutenzione e tasse proseguirebbero a dover essere pagate, mentre, se lo si usasse ancora, ma con ancor meno personale, si dovrebbero aggiungere anche le spese di climatizzazione, pulizia, manutenzione ordinaria che sarebbero spropositate rispetto a un sottoutilizzo ancor più basso di quanto oggi già non sia.

Insomma, chi prende le quattro banche deve affrontare spese immani per le “procedure di ridimensionamento” (vero che suona meglio di licenziamenti?), cioè per le procedure sindacali e per gli inevitabili contenziosi; per mantenere immobili che non servono; per ricostruire una macchina operativa che deve essere completamente riprogettata.

Al tutto va aggiunto che Banca Etruria e Carife hanno il medesimo provider informatico, Carichieti un altro e Banca Marche ha ancora una diversa e più complicata situazione.

Si tratta quindi di fare dalle due alle tre migrazioni delle basi dati che non sono, tecnicamente parlando, una passeggiata di salute.

Migrare banche con decine di migliaia di clienti, se non centinaia di migliaia, ciascuno con più di un prodotto usato (conti, fidi, bancomat, carte di credito, home banking, cassette di sicurezza, depositi titoli, etc.) non è cosa di qualche giorno.

Bel casino eh?

Tutto questo i grandi strateghi lo avranno tenuto presente?

Penso di no.

Vero è che quando occorre prendere in fretta una decisione strategica si ha poco tempo per pensare ai dettagli.

Non sto scherzando; dover decidere di corsa è una brutta situazione in cui pure io mi sono trovato molto spesso.

Solo che quando devi prendere decisioni urgenti su fatti gravi queste devono essere prese da chi ha un ENORME bagaglio culturale, di modo che si possa contare sul combinato disposto di ESPERIENZA+FATTORE “C”.

Orbene, questo Governo di esperienza non ne ha ed é lontanissimo dal fattore “C” di Romano Prodi, che era notoriamente ben dotato di fortuna dalla anatomica forma.

Volete tirare ora le vostre conclusioni politiche?

Se siete attivisti del M5S lo avete già fatto da tempo.

Se non lo siete, aspettate ancora un attimo, tanto questo articolo non ha necessariamente bisogno di una appartenenza politica.

 

DUE. MA ALMENO ESISTE UN PIANO B?

Oddio che domanda stupida (direte voi). L’hai fatta solo per allungare narcisisticamente il brodo.

SI!

Cioè no!

Come potete pensare una cosa del genere?

Infatti, scherzi a parte (cioè a parte quelli governativi), il dramma è che un piano B non c’è ma ci stanno provando a metterlo su.

Piano impercorribile da quel che leggo; abborracciato come fu la prima supereroica costruzione del salvataggio lo scorso anno.

Si penserebbe, infatti, di riproporre una nuova azione “volontaria” del FITD che potrebbe ricomprare le banche, in modo che le altre partecipanti abbiano un credito piuttosto che una perdita in bilancio,

Grande!

Il Fondo fa miracoli!

Ci mette un po’ di tempo, fa tonnellate di fesserie che la Direzione Concorrenza della UE ci cassa, ma alla fine ci arriva alla soluzione.

Sulle macerie, ma ci arriva.

Davvero?

E invece stavolta no!

Qui siamo alla nuova invenzione fantastica.

Le banche, talune già depauperate e bisognose LORO di aiuto, dovrebbero mettere altri soldi per rianimare dei cadaveri conclamati, allo stato delle cose, se pur dei segni di riaggiustamento ci sono stati.

Io ho un supereroe da suggerire per questa operazione: Deadpool. Fa un gran casino, ma almeno si gira verso il pubblico e spiega ironicamente il disastro che sta per combinare.

*   *   *

Conclusione triste e senza scherzi.

Pensare di lasciarle da sole, a meno che non arrivi un cavaliere bianco dalle intenzioni particolari, non lo ritengo possibile o, quanto meno, utile; troppi i legami spuri col territorio che si riproporrebero inevitabilmente, sempre che possano funzionare ancora proprio le aziende; troppi i costi che ogni singola azienda deve sopportare. C’è bisogno di economie di scala.

Ci sono almeno due modi per salvare quel che resta di loro.

Il primo è realmente lasciarle ai fondi.

Facciano loro i tagli.

Saranno però macelleria sociale, perché i privati devono anche conseguire il loro particulare.

Oppure, si manda a benedire l’Europa e si fa un bell’acquisto di Stato senza infingimenti.

Si fa meno macelleria, ma comunque si fanno i tagli che servono, e poi si rimette sul mercato un vero istituto pulito che, sorpresa!, potrebbe far anche avere un utile allo Stato.

Oppure, terza ipotesi, non si fa niente.

Si chiude!

@|@

In termini tecnici, si mettono le banche in liquidazione volontaria (i fondamentali potrebbero esserci) e si vendono attivi e passivi, con quel po’ di personale e filiali che interessano.

In fin dei conti, perché un imprenditore privato deve fallire e le banche no?

È ora di rileggere bene l’articolo 47 della Costituzione. Nel testo si prescrive la protezione del risparmio, non dei banchieri fasulli e disonesti (se va bene), incapaci (se va peggio), incapaci e disonesti ma impuniti (comme d’habitude).

Questo ultimo pensiero lo devo a Laura Bottici, Senatrice, che mi ha “costretto” a cambiare linea di pensiero, perché anch’io sto diventando troppo fisso sui miei automatismi mentali, magari sclerotizzati dai pochi vecchi neuroni rimastimi.

Ogni tanto fa bene riconsiderare le proprie idee

Lo facesse anche questa classe politica in maggioranza oramai vecchia (anche sotto le sembianze di quarantenni), sclerotica e troppo tesa a perpetrare il proprio tornaconto e non l’interesse generale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...