IL SALVATAGGIO DEL MPS SPIEGATO CON POCHE PICCOLE DOMANDE

 

di Giovanni Grossi

 

  1. Qual è l’aumento di capitale necessario?

Almeno 5 miliardi di Euro, che sono da 5 a 6,25 volte il valore di Borsa della Banca. Cinque quando va bene, se la quotazione della singola azione fa arrivare a un miliardo il valore totale delle azioni emesse, seivirgolacinque quando il valore di borsa schianta a 800 milioni.

Faccio notare che la banca ha già avuto 8 miliardi dallo Stato anche se, occorre dire, ha restituito con gli interessi. Anche questo è un dato da tener presente, non foss’altro che per nutrire qualche speranza.

 

  1. L’aumento di capitale è sicuro?

NO!

Rispetto a quanto solitamente avviene, non c’è un accordo di garanzia all’acquisto del “non comprato” da parte delle banche collocatrici ma solo un papello che, come dicono a Milano con la loro strana lingua, si chiama pre-underwriting. In pratica, non ti garantisco un bel niente perché non ho firmato un documento vincolante (underwrite = apporre la firma in calce, dove sta la crocetta e, se il bancario è gentile, anche un post-it).

Siamo, insomma, ancora al “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’/e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò./Da quando sei partito c’è una grossa novità/l’anno vecchio è finito ormai/ma qualcosa ancora qui non va.”

L’avreste mai detto che Lucio Dalla fosse esperto di banche e trattative?

Eppure aveva già capito che essendo lontani si doveva scrivere forte, così nel frastuono non si comprende, e che, malgrado sia finito un periodo, c’è ancora qualcosa che non va.

 

  1. Va bene il Montepaschi?

NO!

Ha ancora una spaventosa montagna di sofferenze (detti NPL, non performing loans, sempre in Milanish): 9,2 miliardi netti che non sarà facile da smaltire in un mercato dove altre banche stanno scaricando la loro morchia. Non solo le quattro famose ma anche, solo per citarne due, Banco Popolare e Carige.

Occorre dire che Fabrizio Viola un gran lavoro lo ha fatto. È tornato in utile ed è un utile abbastanza vero, tenendo presente la soma che deve ancora trasportare, che appesantisce e rallenta la Banca. Infatti: “L’ultima semestrale, presentata il 30 luglio 2016, va in questa direzione. L’utile (a 302 milioni di euro) è in calo del’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2015. I ricavi, a 2,34 miliardi, sono scesi del 10%. Invece le rettifiche, a 368 milioni, sono aumentate del 5,3% in un solo trimestre. Il punto è dirimente, perché il successo di capitale passa sia attraverso la risoluzione dei crediti deteriorati sia, soprattutto, in base al ritorno alla redditività.”. (Questo, come tutti gli altri dati che cito, vengono da questo articolo: http://www.lettera43.it/economia/finanza/mps-rischi-e-costi-troppo-alti-di-un-salvataggio-arduo_43675255839.htm).

Anche il piano che Viola ha presentato appare eccessivamente ambizioso, al limite della ricerca del miracolo.

A questo, si aggiunga che, oramai,  la forbice che esprime il mercato è troppo stretta (cioè il differenziale tra tassi attivi e tassi passivi che determina i ricavi netti, differenza tra quanto prendo dai fidi e quanto pago la raccolta); già le banche normali da questo lato guadagnano poco o niente, figurarsi il MPS.

In più, la Banca si trova, come tutto il sistema, alle prese con troppo personale, troppi costi fissi, troppa inefficienza.

Chi se la compra dovrà accollarsi un non indifferente onere di tagli e ristrutturazioni, da fare, per di più, “contro” sindacati vecchi che non hanno più idea di dove si sia arrivati. Sono troppo arrotolati in logiche che non sono più corporative ma, banalmente, di difesa di un potere in metastasi.

In sintesi, chi dovesse ristrutturare il Montepaschi farà bene a non andare a prendere nemmeno un ricciarello alla pasticceria “notissima” nelle vicinanza di Rocca Salimbeni. Minimo minimo ci trova una mano svelta che ci infila il Guttalax, salvo peggio.

 

  1. Va bene! Ma anche a svendere, riusciamo a buttar fuori questi NPL?

NI

Diciamo che svendere si può sempre ma il dilemma è,

  1. strasvendo, così chiunque ha convenienza a comprare ma si buttano ulteriori perdite sul patrimonio, perché il valore di (s)vendita è più basso del valore netto delle sofferenze, cioè del valore che tiene già conto degli accantonamenti fatti per coprire le perdite stimate;
  2. OPPURE, questo grandioso Stato mi aiuta a garantire gli NPL e almeno si tenta di vendere a prezzo una “anticchia” (unità di misura centroitaliana, corrispondente al “filino” del nord-ovest) più alta della svendita;

?

E già!

L’aiuto di Stato.

 

  1. Ma funzionano i famosi GACS? (GAranzia Cartolarizzazione Sofferenze)

NO!

Prima di spiegare il perché, dichiaro che quello che sto per dire è molto tecnico. Posso fare anche una descrizione semplice, ma al costo di scrivere non un articolo ma una saggio.

Quindi prego l’inclita e il volgo di credere sula parola quando dico che i GACS sono una bufala, anche se qualcosa tenterò di spiegare.

Quando si fa una cartolarizzazione di NPL, questi si mettono dentro a una società costituita ad hoc che si finanzia emettendo delle obbligazioni, dette notes in Milanish, che rappresentano il valore che si ritiene di recuperare per remunerare chi compra e chi vende le obbligazioni stesse.

Solitamente si fanno diverse tranche di notes:

  1. le senior, che rappresentano la parte che sicuramente si pensa di riprendere. Queste notes quindi pagano un tasso basso perché sono ritenute sicure;
  2. le mezzanine, che rappresentano la parte che forse sarà recuperata ma con fatica, per cui chi le compra pretende un interesse più alto, correlato al rischio. Queste sono una categoria non sempre emessa;
  3. le junior, che rappresentano quella parte che recuperi solo col fattore K, per cui pagano un tasso altissimo. Peccato che sia un tasso teorico, tanto queste obbligazioni, di norma, se le tiene in pancia la banca che ha venduto gli NPL.

Nelle regole del gioco, si pagano prima le senior, perché sono state acquistate per il recupero sicuro, poi le mezzanine e poi le junior.

Tenere in pancia le obbligazioni junior vuol dire tenere in pancia le perdite.

Quindi, tecnicamente, non si possono detrarre queste probabili perdite dal patrimonio.

In altre parole, per la necessità del fabbisogno di capitale non cambia nulla.

ORBENE, quale parte delle notes pensate che proteggano i GACS?

Domanda retorica a questo punto; ci siete arrivati da soli.

Ovviamente solo le senior.

Quindi, ricapitolando, le senior vanno sul mercato con una protezione che, tutto sommato, salvo cataclismi, è puro fumo mediatico.

A meno che non si riesca manco a vendere queste obbligazioni, visto l’affollamento di crediti marci che ci sarà. Questo vuol dire che  – se voglio comprare – magari guardo a qualcosa di meno puteolente dei crediti MPS. Marcio per marcio, cerco cose che posso recuperare meglio, rispetto al nulla che odora di PD.

E le junior?

Ah già!

Quelle se le accatta Atlante, il fondo totipotente.

 

  1. Ci sono alternative?

Una c’era.

Era il piano di Corrado Passera e UBS.

Qualsiasi cosa si possa pensare del soggetto, ed è impossibile non pensarne male, sol tornando indietro al fatto che salvò Banca Intesa e il suo K appioppando Air One ad Alitalia nella fase del delirio, è comunque un banchiere di livello.

Se Passera e UBS presentano un piano non è cosa da “pizza e fichi” (nota unità di misura d’inettitudine).

Peccato non se ne sia discusso e i particolari non siano noti.

L’unica cosa che si sa è che il piano prevedeva anche la trasformazione di obbligazioni in azioni, cosa dura dopo Banca Etruria, ma ragionevole, se si vogliono salvare i depositi dal bail-in.

Però, proprio questo è il problema.

Ve lo vedete Renzi contestato da altri incazzatissimi risparmiatori che parlano toscano, per di più prima del referendum?

Meglio un roboante piano fumoso che traghetti questo esausto paese verso l’ennesimo lavacro di sangue elettorale, con stampa lecchina oramai stancamente osannante, per inerzia e paura del futuro del loro K.

Più forte ti scriverò.

 

  1. IL DOMANDONE! Cosa succederà se il piano fallisce?

Semplice.

La già scarsa fiducia nel sistema italiano crollerà definitivamente, anche perché artatamente attaccato per non far pensare a quanto fa schifo il sistema bancario tedesco (ma perché i krukki non fanno solo automobili, che quelle le fanno bene?)

E allora saranno diffusi “volatili per diabetici” (nota unità di misura delle penose conseguenze).

Buon Renzi a tutti!

Stavolta tocca sperare che gli riesca, anche se la sua incapacità in materia economica/finanziaria/bancaria è conclamata.

Come siamo arrivati a questo?

2 pensieri su “IL SALVATAGGIO DEL MPS SPIEGATO CON POCHE PICCOLE DOMANDE

  1. Molto interessante, conoscendoti ti chiedo di meditare sulla creazione da parte tua di una rubbrica economica, dove si potrebbe spiegare il sistema bancario dalle sue origini ad oggi, a presto.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...