IL VALORE DELLE OPINIONI E DELLA CRITICA ALLE OPINIONI

di natale capodiferro   IL VALORE DELLE OPINIONI E DELLA CRITICA ALLE OPINIONI

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Perchè questo articolo? Perchè ho/abbiamo bisogno di un chiarimento circa il termine ” opinione”.
A qual fine? Perchè è necessario comprendere il processo di formazione di una idea che da opinione, attraverso la critica, diventi oggettiva e quindi accettata da tutti.
Cosa c’entra con la politica o la politica del M5S? Il crescente superficialismo(povertà di dati reali-storici) o autorefenzialismo di molti commenti ed opinioni fa perdere di vista la connotazione principale di una discussione politica, che è quella di arrivare ad una “idea-opinione condivisa da tramutare in processo politico spendibile”.
Non ultimo, perchè poter dissentire e in che modo farlo senza essere tacitati, magari di trollismo? Certo la scrittura social non ci aiuta, il tempo, lo spazio, la tastiera t9, i propri problemi, possono divenire fattori importanti di discriminazione, di violenza alcune volte, perchè manca il rapporto umano. Non sempre quello che si scrive rappresenta lo stato d’animo di chi scrive e non sempre ciò scritto equivale, in assoluto, a determinare, la/il donna/uomo che è dietro lo schermo e tastiera. Come allora capire con chi si sta parlando, cosa è, cosa vive, quanto tempo ha avuto per scrivere, dove l’ha scritto e perchè l’ha scritto(magari in quel modo lì!) e perchè in dissenso.

Avere un opinione è sacrosanto come l’opinione stessa. Ma solo quando questa è e diventa oggettiva e comune e riscontrabile in tutti(o quasi) essa è veramente compiuta ed assume una forma sua, libera, inviolabile ed inalienabile.

Ogni opinione è un opinione. Detta così sembra banale, ma non lo è per il semplice fatto che un opinione deve tenere conto della sua veridicità(stato delle cose reale e non soggettivo) e della sua realizzabilità(stato in cui si colloca e delle sue interazioni-relazioni con i vari contest). Il periodo storico che viviamo non è certo florido di ricchezza democratica, a quanto è dato di vedere in giro per l’Italia e per l’Europa, e quindi assume particolare rilevanza il senso della critica che è fattore importante di sviluppo e crescita personale e non deve mai essere abbandonato, pena l’annullamento dello stesso valore dell’opinione(ovvero un opinione è tale se viene suffragata da altre medesime o affini: in realtà è il senso vero del voto di maggioranza, l’espressione massima di democrazia, che suffraga quell’opinione e quelle similari).
La critica può essere sagace, stridula, veemente, aggressiva etc, ma non deve mai perdere di vista il suo assunto principale, suffragare o confutare un’opinione con una serie di operazioni(di pensiero) che evidenziano l’uno o l’altro termine di paragone, la posistività o meno dell’assunto primigenio(a partire da solide basi storiche e dati incontrovertibili). Mancando questi ultimi le opinioni non sono tali e diventano mero esercizio mentale, a volte fantasioso, a volte irreale, a volte insensato.
La critica delle opinioni è il vero fattore di crescita e di validità dell’opinione stessa(e della cultura dell’uomo), senza la prima la seconda non può esistere ne coesistere, ovvero non si può, evidentemente, dire, senza pregiudizio di causa, “tengo la mia lo stesso quando la critica la confuta” poichè sarebbe un controsenso. Come è un “falso storico artificioso” dire e pensare di dire “ogni opinione va rispettata”, immaginando quella di Hitler o Mussolini o di Gheddafi o Saddam Husseim, quando queste non sono avvalorate oggettivamente e/o ancronistiche rispetto alla realtà e alla storia o, peggio, ai dati reali.
Le opinioni e la critica vanno di pari passo insieme al dissenso(senza il quale non ci sarebbe democrazia), a questo dobbiamo abituare il nostro modello mentale(e se mi consentite, di riflesso, il modello poltico che ne discerne). Se non vogliamo, cioè, cadere nella facile trappola dei social dove ogni assolutismo vale per quello che è, appunto assolutismo, senza nessun valore reale e certo.
È per questo che tante volte si chiede veridicità e si confuta l’opinione, non perchè non valga bensì perchè non è avvalorata e latente in qualche sottostruttura del suo intrinseco essere.
Abituarci ad un dibattito pacato sarebbe la soluzione ma abbiamo questo tempo in questi mu, in cui a riprese si ripete quello che si è già ripetuto e si deve ripostare quello già postato?
L’ideale sarebbe, come da moltissimi in questi anni auspicato, arrivare ad una soluzione e pubblicarla come univoca del MU stesso che rappresenti in un certo qual modo tutti. Ma che sia unica e che non ci ritorni( a meno di eventualità che inconfutabilmente la neghino)
Ciò dimostrerebbe coerenza per noi e per quelli che ci leggono e che ci votano(che poi tradotta in politichese -a cui ci stiamo purtroppo abituando, significa linea politica univoca).
Ed è quello che sento che manca oggi nel nostro M5S, affrontare un problema e dare una soluzione, vera, fattibile, stabile e spendibile in modo duraturo e uniforme in tutto il territorio italiano.

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