IN ITALIA NON MUORE MAI NESSUNO! Fatevi FURBI! Anzi: FURBETTI!

di giovanni grossi IN ITALIA NON MUORE MAI NESSUNO! Fatevi FURBI! Anzi: FURBETTI!  

Notizia che sarebbe stata in altro momento clamorosa, se non vi fosse stata la angosciante recrudescenza del terremoto in Centro Italia: l’Hotel Danieli, gioiello romantico/burino di Venezia, è stato pignorato perché il proprietario non paga il mutuo. http://www.corriere.it/economia/cards/danieli-venezia-pignoramento-a-cinque-stelle/pignoramento_principale.shtm.

Proprio come er Sor Eustachio, pensionato de Tor Pignattara, che ora deve andare a elemosinare alla Caritas e dormire in macchina.

Cazzo! Un altro povero Cristo che finisce nelle mani delle banche strozzine!

O no?

No! Decisamente no!

Il proprietario di quell’Hotel, infatti, è un personaggio noto alle cronache italiane; purtroppo quelle deteriori.

Si tratta, infatti, di Giuseppe Statuto, uno dei famosi “furbetti del quartierino” che tentarono la scalata alla BNL sotto i benevoli occhi del mai troppo vituperato Antonio Fazio, primo distruttore della grande Vigilanza bancaria italiana.

Chi è Giuseppe Statuto?

Un uomo di non noto valore imprenditoriale che, però, ha potuto compiere operazioni che in un paese civile (ammesso che la mondo ve ne siano) sarebbero state oggetto di fucilazione immediata degli attori non appena scoperti.

Naturalmente, qui si parla di grandi pietre miliari della delinquenza che ha, con gran lustro, caratterizzato il sistema bancario nazionale dallo scandalo di Tanlongo e della Banca Romana in poi (1893, cioè qualcosa prima di Andreotti).

Nella fattispecie, un cardine della nefanda fortuna di Giuseppe Statuto fu Banca Italease, il cui incontrastato dominus, tra il 2005 e il 2006, fu Massimo Faenza, uomo di splendida capacità empatica, e pieno di umana simpatia, che capì subito che il sistema era talmente marcio che si poteva fraudolentemente arricchirsi senza bisogno di essere dei delinquenti protervi.

Tanto per parlar di fatti, ove mai avessero importanza, ecco una buona spiegazione fornita da Repubblica “dopo la complessa ristrutturazione del debito avvenuta nel 2010 e il progressivo derisking degli anni seguenti l’esposizione lorda del sub-gruppo Banca Italease al 31 dicembre 2014 verso il gruppo Statuto ammonta in complessivo a 594,1 milioni, di cui 500,8 milioni vantati da Release e 93,3 milioni da Banca Italease. La posizione – aggiunge il documento – permane classificata a incaglio”. Tuttavia, il gruppo Statuto si dice “tranquillissimo” e spiega che, “a fronte della posizione nulla è segnalato in centrale rischi di Banca d’Italia”. E ancora: “La definizione di incaglio sulla cifra globale è dovuta a un ritardo di pagamento da parte di clienti terzi sugli affitti dati a garanzia del debito.” Fottetevene dei nomi delle società che compaiono; sono le classiche stronzate poetiche che si usano per far dimenticare la realtà dei fatti. Release, infatti, è solo il nome della società del mesto tramonto delle sofferenze di Italease. http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/03/09/news/italease_e_quei_prestiti_difficili_agli_immobiliaristi_e_all_ex_presidente_del_siena_lombardi_stronati-109118371/

Orbene, un uomo che ha fatto cotanto strame della onestà e della affidabilità avrebbe mai potuto avere altro credito bancario in un paese civile?

NO, OVVIAMENTE!

Peccato che quello in cui viviamo, mi ripeto, non è un paese civile.

Al contrario, è un paese dove Denis Verdini, che ha massacrato non solo la banca che presiedeva ma anche la credibilità del sistema bancario toscano, già di per se da ridere, può essere la stampella di un premier politico che riesce a essere ancor peggio di Berlusconi (senza parlar di Scelba, Tambroni e schifezza simile). http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/12/verdini-al-processo-per-crac-del-credito-fiorentino-tutto-regolare-contatti-continui-con-bankitalia-che-e-mia-chiesa/2629522/

Ma torniamo alla miseria corrente.

Giuseppe Statuto, che con cotanto curriculum avrebbe dovuto, al massimo, fare l’uomo di fatica per tentare di sopravvivere, ha invece avuto ulteriori prestiti per comprare il Danieli e anche altri prestigiosi hotel. http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/danieli-pignorato-cinque-stelle/

E la Banca d’Italia com’è che nulla ha visto? Era occupata altrove oppure costui si è nascosto alla Centrale Rischi (malgrado le copiose notizie di stampa come questa http://www.lasicilia.it/news/cronaca/13490/il-san-domenico-non-va-allo-sceicco-se-lo-e-comprato-giuseppe-statuto.html?).

Ecco SIGNORI!!!

Questo è il paese in cui vivete.

E Renzi e Verdini sono le oscenità che votate in gran maggioranza.

Buon futuro a tutti!

Sopratutto ai poveracci che vorrebbero un onesto fido per comprare casa o iniziare una attività di sicura riuscita, ma quel prestito non lo avranno mai, perché non fanno parte del sistema.

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2 pensieri su “IN ITALIA NON MUORE MAI NESSUNO! Fatevi FURBI! Anzi: FURBETTI!

  1. Come ho avuto modo di dire e di scrivere, così come Beppe, la collusione (e spartizione del potere) tra Politica e Magistratura è tanta ma tanta davvero da far rabbrividire. E tanto che porta a dire per voce del nostro P.d.R. che è “l’ASSE PORTANTE DELLA NAZIONE”. Detto ciò si capisce che la legge non è legge se non per i poveracci mentre per i soprascritti R&V la legge non vale, ovvero è interpretata. Tante volte, molte volte si è detto giustizia ad orologeria, io dico invece giustizia ad intuendum. Chiunque tra noi mortali può constatare le differenze tra leggi e codici di procedura e sentenze: sono le une in contraddizione con le altre(soprattutto a favore di… e a sfavore di…). Chiunque può vedere le diverse sentenze dei diversi gradi e rendersene conto. La giustizia non esiste se non nell’accezione di chi ha una sua moralità, la interpreta e la rispetta per quello che è il suo vero significato.

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