LETTERA DI UN ITALIANO AGLI ITALIANI ALL’ESTERO

riceviamo e pubblichiamo

di michele munno  LETTERA DI UN ITALIANO AGLI ITALIANI ALL’ESTERO

lettera-allestero

Carissimi amici, carissimi italiani emigrati che portate nel cuore le vostre origini.
In Italia, il 4 dicembre 2016 saremo chiamati alle urne per votare, tramite referendum confermativo, il testo della riforma costituzionale.
In questi giorni, riceverete da parte del presidente del Consiglio e del Partito Democratico una missiva governativa con all’interno le istruzioni di voto e la propaganda sulle sole ragioni del “Sì”. Tali ragioni vi saranno spiegate con slogan e spot accattivanti, come lo è lo stesso quesito referendario, senza spiegare il testo e il senso della riforma costituzionale che vi si chiede di approvare.
Sarebbe stato corretto e serio, vista l’importanza del tema, che al suo interno ci fosse una busta con dentro due lettere “ le ragioni del Sì e le ragioni del No”.
Il quesito referendario, purtroppo, sintetizza il lungo testo della riforma in una domanda relativamente semplice e per nulla esaustiva vista la complessità degli articoli sottoposti a riforma:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per
il superamento del bicameralismo paritario,
la riduzione del numero dei parlamentari,
il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni,
la soppressione del CNEL,
e la revisione del titolo V della Parte II della Costituzione.
Approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?”.
letto così com’è sembrerebbe perfetto, ma non è tutto oro quel che luccica, anzi, spesso si incappa in delle vere e proprie patacche.
L’errore è alla base. Non si può porre una questione così complessa, che implica il cambiamento di ben 47 articoli, sotto forma di un referendum che vuole un netto Si o un netto No a tutto il pacchetto.
I fautori del Si vi diranno: l’importante è cambiare. Meglio poco che niente. Bisogna innovarsi, cambiare è di sinistra. Dopo 50 anni di immobilismo ora o mai più, ed infine basta un Sì. Mi fermo per non citarne altri di più deplorevoli, che niente hanno a che vedere con il merito della riforma.
La verità, è che il testo della legge costituzionale è formulato con dei termini talmente involuti da risultare incomprensibile persino ai più esperti.
No, non semplifica affatto, anzi moltiplica i procedimenti legislativi ed incrementa la confusione. Crea confusione, conflitti di competenze tra Stato e Regioni tra camere e il nuovo Senato.
Purtroppo non è una riforma innovativa, anzi tende a rafforzare il potere centrale a danno delle autonomie le quali saranno private dei mezzi finanziari.
Ostacola la partecipazione dei cittadini, infatti per indire un referendum di iniziativa popolare si passa dalle 50.000 firme previste dall’art. 75 dell’attuale Costituzione a ben 150.000 firme previste dal nuovo testo.
Non è una riforma legittima, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Contravvenendo all’art. 138, questa riforma è stata scritta sotto dettatura del governo e non è affatto il frutto della volontà autonoma del Parlamento.
Non garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano ad una falsa maggioranza prodotta del premio previsto dalla nuova legge elettorale.-Tale premio di maggioranza previsto dalla legge “Porcellum” del 2006 fu già dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale,.-
Non contento della bocciatura da parte della Corte, l’auto proclamato presidente del Consiglio Renzi, non solo, riproponendo ed approvando una legge per molti aspetti simili ed addirittura peggiore della precedente, negando, di nuovo, la scelta dei capilista -100 imposti dai partiti che potranno presentarsi in 10 collegi- per l’elezione della camera dei deputati, ci espropria ulteriormente della nostra sovranità popolare, togliendo l’eleggibilità del Senato della Repubblica, che rischia di diventare un rifugio per inquisiti e pregiudicati di qualsivoglia specie.
Ci sarebbero altre migliaia di parole di dubbi e perplessità da spendere su questa riforma, pertanto vi invito a leggere l’attuale Costituzione e confrontarla con il testo che andremo a votare. Concludo sperando di aver suscitato in voi dei ragionevoli dubbi su quello che vi sarà proposto di votare.
In gioco ci sono i nostri diritti, i nostri doveri, la nostra tutela, la nostra sovranità popolare e quelle delle generazioni a venire. Non possiamo e non dobbiamo permettere che tutto ciò passi nella mani di forze politiche e forze della finanza mondiale di dubbia moralità. Vi ringrazio per essere arrivati fin qui ed aver dedicato del tempo a ciò che ho scritto.
Vi porgo i miei migliori ed affettuosi saluti.
18 novembre 2016 Michele Munno.
“Si tratta di impedire a una maggioranza, che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea costituente, programmaticamente eletta per questo e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di Stato”- Giuseppe Dossetti, 1994-

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