LA PROVA GIURIDICA E L’OPPORTUNITÀ POLITICA (note amare di un Ortottero Ortodosso)

di Giovani Grossi

I CASI POLITICO/GIUDIZIARI

I casi di Sala e della Raggi (ATTENZIONE: intendo proprio di Sala e Raggi in quanto persone, non di Milano e Roma, di cui parlerò dopo) sono due plastiche rappresentazione di come questo paese sia oramai irrimediabilmente allo sbando.

Fatto di una classe politica per la maggior parte incapace e di una magistratura che oramai è protagonista nel totale vuoto degli altri poteri, con un potere vieppiù aumentato dalla follia del complesso normativo che (dis)ordina questo paese.

* * *

Partiamo da Sala.

Sulla Expo 2015 tante cose si devono ancora sapere, ma si tengono ben nascoste.

Prima di tutto occorre ancora essere edotti circa il consuntivo effettivo, che – invece – è protetto come un segreto di Stato.

Sala, politicamente, è indifendibile sull’Expo.

Ma politicamente.

Diverso è, invece, quanto emerge dall’ipotesi di reato che si legge sui giornali; questa mi pare abbastanza inconsistente.

Infatti, che la Procura si muova sull’idea che un ribasso del 41% sulla base di gara sia indicatore di favore prestato (non uso volutamente il termine del codice penale) mi lascia perplesso anche circa l’intelligenza dell’addebito.

Ho tentato di capire come funzionano le cose negli appalti, grazie anche all’aiuto di amici esperti in materia.

Non sono riuscito su internet a trovare il bando di gara per la “Piastra”, che è la causa di sventura per Sala, ma ho trovato quelle per “Le vie d’acqua”, scempio fortunatamente non condotto a termine.

Orbene, in quel disciplinare c’è solo la classica divisione della parte d’importo soggetta a ribasso, quindi il vero cuore dell’offerta, e quella fissa.

Non esiste un limite al ribasso.

Fin tanto che esisterà questa vergogna delle gare al ribasso con successiva possibilità di revisione questo è il piatto da mangiare; piaccia o no.

Per cui, ripeto, qual è l’ipotesi di reato?

Aver abbassato troppo?

E rispetto a che?

Volete spiegarla anche a poveri cittadini, sopratutto a coloro che Sala hanno votato?

Qualche casino ci deve essere se i PM volevano chiedere l’archiviazione e la Procura Generale ha avocato a se l’inchiesta. Se non riescono a mettersi d’accordo fra loro, che dovrebbero essere i tecnici esperti della materia, vuol veramente dire che la cosa è poco chiara.

Io non sono garantista senza se e senza ma; se il fumus è relativo a qualcosa di grave ed è chiaramente percepibile, la persona colpita deve essere messa in condizione di non poter ulteriormente nuocere, anche se poi ci tocca piangere per un destino ingiusto se i fatti dovessero risultare non comprovati. Pazienza; meglio il dubbio che l’ulteriore danno nella cosa pubblica.

Ma in questo caso, veramente, ho difficoltà a capire.

Potrei, in modo nefando, dire che se Sala si è autosospeso, forse lui ha presente qualcosa che noi non sappiamo.

Però mi suona falso.

Noto, invece, che la magistratura, come sempre, come al solito, sta dando risposte che altri dovrebbero dare e noto, altresì, che sta esercitando un potere. Ed è un potere che non le compete, con buona pace di tutte le persone splendide che ne fanno parte, come la Bocassini, Spataro o Pignatone.

Non vedo l’ora che l’onnipresente Berlusconi scompaia dalla faccia della terra, così si potrà parlare seriamente di divisione delle carriere, poteri distinti, protagonismo di taluni, senza essere considerati fiancheggiatori di colui che, più di tutti, ha fatto miserrimamente crollare questo paese.

Così i PM faranno i PM, i Giudici i Giudici e i Giornalisti NON faranno i Giudici Che Imbeccano I Giudici (al netto di Eugenio Scalfari, oramai più vivo nella sua voce di Wikipedia rispetto allo stereotipo che è diventato di sé stesso)

E veniamo alla Sindaca.

La Raggi non ha avvisi di garanzia, questo deve essere chiaro.

Non li ha al momento, e anche questo deve essere chiaro, perché di casino ne sta facendo quindi nulla si può dire per i prossimi giorni.

Ma la sullodata Sindaca ha la stessa sensibilità, circa la politica e circa l’opportunità di esternare, di un platelminte, nel senso che non capisce niente ma ti sta sul culo, esattamente come la sua cospecifica parassita.

Oggi è facile sparare sulla Raggi, ma io rivendico di averlo fatto già tre mesi fa, quando i corifei erano ancora lanciati (https://informationzero.wordpress.com/2016/09/09/pauperismo-ipocrita-e-disorganizzazione-vera-considerazioni-tecnicopolitiche-di-un-attivista-certificato-assai-incazzato-di-giovanni-grossi/).

Ed oggi è anche facile parlare della disorganizzazione del Movimento 5 Stelle.

Anche su questo lascio la parola a chi scrive meglio di me (oggi, ad esempio, Scanzi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/18/il-caso-raggi-in-tre-mosse/3267747/).

Vado però al problema dell’opportunità politica.

Su Muraro ho già detto e anche sull’opportunismo di Luigi Di Maio, che non stimo, quindi non mi ripeto.

Ma sul fatto che si sia deciso di sorreggere questa giunta non taccio.

Ci sono almeno due problemi che vedo: uno bieco e l’altro fondamentale.

Quello bieco è che tanto a Virginia Raggi tra un po’ gli arriva st’avviso quindi difenderla e darsi una mattonata sulle palle è tutt’uno.

Meritasse di essere difesa capirei.

Ma la Raggi non lo merita, in quanto eletta perché il Movimento era, appunto, ancora e solo “movimento” senza organizzazione politica e costei, quindi, è potuta accedere al Soglio Capitolino in perfetta continuità con il ventre Sbardelliano della città senza che nessuno se ne avvedesse.

E questo è il meno.

Non lo merita sopratutto perché quando messa, se pur tardivamente, sull’avviso ha pervicacemente proseguito per la sua strada.

Qui mi fermo, perché l’invettiva ha poco costrutto.

Passo invece a parlare delle Capitali reali e morali di questo schifo di Paese.

Ma ci tornerò alla fine.

CAPITALE CORROTTA=NAZIONE INFETTA=CITTÀ DA BERE

(piccola lezione di Storia Condensata, stile Reader’s Digest)

Roma fa schifo da sempre.

Più esattamente fa schifo da secoli, fin dalla sua fondazione.

E’ nata da un fratello che ne ucciso un altro.

Poi ha avuto una breve Repubblica, presto crollata perché le fazioni si combattevano duramente, usando peraltro nomi ancor oggi evocativi. Se Silla era infatti un “Ottimate”, termine oggi desueto, ma chissà che qualche stupido non se ne appropri, Mario era, invece, un “Democratico” (DEM per gli amici).

Mentre loro se le davano di santa ragione, Catilina, stranamente – ma non tanto –  dalla parte di Silla, aveva capito tutto e, quindi, aveva tentato di battere il potere oligarchico del Senato (la “Kasta” c’era pure allora, non è che nella natura umana cambi nulla se non la tecnologia). Per questo il povero Catilina se la è presa in quel posto e ancor oggi Cicerone, co’ ‘sta storia ci sfrange i coglioni (questa battuta è per chi ha fatto il classico e ama  quello zozzone di Catullo piuttosto che un sepolcro imbiancato come il “Ciccio”).

Poi venne Giulio Cesare, che trombava indistintamente colla stessa foga di Berlusconi, sospetto – per entrambi – alla fine senza divertirsi ma solo per dovere di nomea. Unica differenza: Berlusconi è rigorosamente etero (e, chiaramente, manco c’essavicina a Giulio Cesare, non si facesse idee splendide. Il suo futuro è essere dimenticato).

Intanto i pretoriani cominciarono a farsi avanti e a costruire il loro fino ad oggi intatto potere, mascherato solo da cambi di nome.

Andando avanti: sotto il papato Roma ha visto tanta di quella merda – del tipo: nepotismo; simonia; corruzione generica – che è diventata adusa allo strame e non concepisce più altro ecosistema.

Se volete capire in sintesi la Roma papalina leggete “Memorie di un nano gnostico” di David Madsen.

Poi è venuta l’unità d’Italia e lo scandalo della Banca Romana, con Tanlongo che faceva biglietti doppi (cioè due biglietti con lo stesso numero di serie) e corrompeva politici e cazzoni (in quest’ultima categoria c’è il figlio di Garibaldi, che costrinse il padre ad un drammatico imbarazzo. Leggete lo splendido “I Sicari di Trastevere” di Roberto Mazzucco, mancato troppo presto alla cultura di questo paese).

E, poi, andate a vedere la splendida tomba che ha la famiglia Tanlongo nel cortile centrale del Verano, così capite come vanno le cose, cari miei.

Il resto è storia.

Mussolini faceva l’uomo del destino mentre il fratello collezionava tangenti (alla faccia dell’onestà del regime. Guardatevi la splendida puntata di Rai-Tre “La Grande Storia: Fascismo: dossier, ricatti e tradimenti, di Enzo Antonio Cicchino, consulente storico: Giovanni Sabbatucci, introdotto e commentato da Paolo Mieli).

E, alla fine, Lui, il grande dannato, Giulio Andreotti con i suoi pretoriani Sbardella ed Evangelisti (A Fra’ chetteserve?) .

C’è bisogno d’altro?

Questa merda di città Capitale mai potrà sperare di essere normale.

Oggi ha:

  • una classe politica;

  • un ceto amministrativo burocratico comunale e municipalcircoscrizionale;

  • gli impiegati ATAC;

  • i monnezzari;

  • quelli dell’ACEA;

  • i manutentori strade;

  • i pizzardoni, sopratutto dell’annona;
  • quelli che volete voi, purché pubblici dipendenti;

che metterli allo stadio Olimpico a centro campo e fucilarli dagli spalti è solo una sana operazione ecologica.

Voglio salvare solo un sottoinsieme: i giardinieri comunali che sono unici al mondo, con una menzione speciale per gli artisti del roseto di Circo Massimo. Sono forse gli unici che ti fanno sperare che una scintilla di civiltà ci sia ancora.

So che questa mia intemerata farà incazzare due o tre lettori dei quattro o cinque che mi leggono.

Però, oltre che incazzarsi, vorrei dagli irati delle soluzioni, perché io non ne vedo.

ANGOLINO PERSONALE

Io sono un uomo fortunato, perché ho una sorella biologica ma anche, almeno, quattro fratelli simbiotici.

Uno, F, il mio vero alter ego, che dice l’opposto di quel dico io, ma perché è il complemento a uno di me, è uno splendido architetto con cose importanti fatte in Italia e all’Estero.

Ama sinceramente Roma e si danna per il suo stato

Vuole disperatamente essere di sinistra, se solo sapesse dov’è sta cazzo di sinistra, capace solo di fare la scissione dell’atomo.

Avrebbe bellissime idee su come si fa urbanistica vera.

Le può applicare ovunque, salvo che a Roma perché Roma fa schifo, ma lui vuole proseguire crederci.

Gli voglio bene anche per questo.

Il secondo, D, fa il cinematografaro e lo fa bene.

Però, quando parla di Roma e del Movimento lo fa con un dileggio che, per la sua bravura artistica, è lieve e mai stupido.

Ma una proposta che sia una da lui non la ho mai vista.

Mi direte, ma lui fa l’artista, siete voi prosaici che dovete dare risposte.

Si, ma almeno, da uomo sensibile, dimmi se hai individuato qualcosa che può valere la pena di approfondire.

Allo stato, siamo a zero carbonella.

Il terzo è M, persona di umana sensibilità fuori dal comune, figlio di un senatore migliorista che era anch’egli uomo splendido, ma che non riesce a farmi dimenticare che quell’esecrabile essere vivente di Napolitano è una drammatica realtà che si sono cresciuti qual serpe in seno, facendoci ‘sto cazzo di regalo.

M prova ad avere certezze, ma – nel frattempo – se ne è andato al nord, che è meglio, anche se ha vissuto sulla sua pelle il dramma del crollo della chimica.

Prova a dirmi che sbaglio stare coi 5 stelle, ma non è convinto nemmeno lui che io sbagli.

Il quarto è di nuovo M, ma un M diverso dall’M di prima.

Lui fa il sindacalista e si è perso.

Fare il sindacalista a Roma vuol dire costruire compromessi.

Ti mangia l’anima.

Magari ha ragione lui, che si dipinge anche come qualcuno di sinistra; ovviamente di quella sinistra di cui ho detto di cui è perfetto esemplare: non si sa cos’è ma guida bene moto Camel Trophy, motoslitte e motoseghe mentali.

Fine dell’angolo personale

SECONDA PARTE DELL’ANALISI SULLE CAPITALI

Fortunatamente, però, c’è Milano.

La mitica capitale morale.

Città splendida, efficiente, funzionante; nevrotica ma godereccia; artistica ma di plastica; emozionante nella sua bellezza ma…

Si ma…

Ma solo al centro.

Milano non è Milano.

E’ il suo centro storico.

La periferia, invece, è tale e per questo sono cazzi suoi.

E’ noto che se sei povero, immigrato, negroebreocommunista è solo colpa tua.

Peccato che la periferia a Milano sia vicinissima al centro, perché Milano è piccola come estensione.

Quindi Lorenteggio, Bande Nere e altro sono a pochi minuti di tram (o MM)

Ed anche il Giambellino, quello del Cerutti Gino di Giorgio Gaber per chi ha ancora memoria del bello nell’arte musicale. E nella poesia in genere.

Lì succede normalmente quel che a Roma è stato stigmatizzato come razzismo per il rifiuto di accogliere una famiglia straniera a favore di un abusivo romano, povero lui, poveri loro.

Leggetevi questo articolo: http://reportage.corriere.it/cronache/2016/giambellino-mondo-sfitto/.

Questa sarebbe la capitale morale?

Certo, ha avuto lo splendido Pisapia, come sindaco amatissimo ma anche furbissimo, visto che se ne è andato dopo qualche successo facile, perché all’inizio anche due frescacce fanno effetto su un tessuto decomposto.

Però, dopo, tocca lavorare davvero.

E Pisapia, per davvero non ha avuto il coraggio di andare avanti, quando le mani nella merda occorreva veramente metterle dopo i primi anni passati a fare il fico che interpreta “il nuovo”

Però adesso, “Il Pisa” si propone di rifare il magister della nuova sinistra DEM.

Come direbbe Totò, maestro di vita e di sintesi: “Ma mi faccia il piacere!

AVVISO!!!

Da questo momento il pezzullo prosegue per i Grillini.

Quindi: evitare perditempo!

PERCHÉ È INGIUSTO CHE SI SOSTENGA LA RAGGI

Il Movimento è fatto di bella gente, normalmente capace e che sta crescendo.

Accanto a costoro, non è giusto avere la Virginia (de chè virgo,? vista la protervia mostrata nel difendere indifendibili).

Gioco con tre piccoli casi di persone che avuto il piacere di conoscere, nonché con un bel gruppo politico/gastronomico:

  • Laura Bottici: Senatrice che si fa, normalmente, “un culo come un secchio” (misura agropastorale di lavoro indefesso). Questore. Membro della 6.a Commissione permanente: “Finanze e Tesoro”. Combattente indefessa perché venga fuori la verità non solo sul terrificante caso della Comunità di recupero “Il Forteto”, ma sul sistema che la ha permessa prima e protetta poi, malgrado tra i capi d’accusa vi fosse “atti di libidine violenta”;

  • Massimiliano Bernini: Onorevole. Membro della 13.a Commissione: Agricoltura. Preparatissimo sulla Xilella e anche sulla mosca delle noci, che sono problemi molto seri per chi vive di campagna. Lavora anche venerdì pomeriggio. Chiedere in famiglia che ne pensano, visto che non è romano, anche se viene da vicino.

  • Roberto Grandis: Consigliere a Reggello, che si è preso la valigetta ed è andato a Bruxelles per tre giorni a studiare l’uso dei fondi Europei.

E, naturalmente, il MeetUp di Regello, fatto di splendide fanciulle toste, come Claudia e Patrizia, e dei loro compagni/colleghi che non possono che subire (vero Tiberio?)

Che Dio protegga a lungo la sugna che cucinano magistralmente.

Che, invece, senza interventi divini ci si liberi della Raggi subito.

Se lo facciamo ora abbiamo ancora spazio per vincere facendoci perdonare cazzate di gioventù. Non che rimanga molto di spazio, ma un po’ ancora c’è.

Dopo no!

Nel frattempo, proseguiamo a portare dentro tecnici e a lasciare fuori Becchi che ci va di puzza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...