DANIÈLE NOUY O L’OSSESSIONE DI DISTRUGGERE L’ITALIA PER NON VEDERE LO SPORCO IN CASA

Aggiorno un articolo di qualche mese fa, scritto di getto, avverso alla uscita di Daniéle Nouy sulla necessità di svalutare al 100% gli NPL in due anni e di toccare anche gli UTP svalutandoli in cinque anni.

 

Lo aggiorno, perché in questi giorni sta tornando il dibattito in materia, che presenta diversi aspetti surreali i quali, però, abituati come siamo a politica spettacolo urlata e priva di contenuti, non sono più evidenti all’inclita e al volgo.

 

Tra questi:

 

  • un controllore che parla in generale è un cattivo controllore. Il controllore dovrebbe parlare con gli atti e nei momenti istituzionali. Ma questo, oramai, è un ricordo da nostalgici;
  • un controllore che parla dal solo saltando il capo (nel caso Mario Draghi) mi preoccupa. Che disciplina può imporre se è il primo a violare gerarchie e galateo;
  • oggi, come vedremo nell’articolo, parlare di NPL serve ad attaccare l’Italia e a non far ricordare che la Germania è piena di derivati (e anche la Francia non scherza) e che sempre la Germania è incapace a fare banca, tant’è che Landesbank e le Sparkasse sono state salvate più volte prima dell’ingresso del bail-in e oggi sono ancora una buona cassa di acquisto dei bond di ogni singolo land, alla faccia dell’austerità di bilancio;
  • in più, parlare di svalutazione degli NPL nel momento in cui entra l’IFRS9, altro scellerato standard che sembra scritto da autistici che vivono su Marte e non sulla faccia della Terra, serve solo a creare uno stupido conflitto fra norme che non aiuterà i mercati.

Nell’articolo di quattro mesi fa consigliavo un buon psicologo per la Signora Daniéle.

Oggi non più. Sono soldi spesi male. Ci si può far di meglio.

Spero solo che sia dimessa e dimenticata.

Naturalmente, sostituita da qualcuno che la banca e i mercati – quelli veri non quelli statistici – li conosca.

 

Veniamo all’articolo che mi avvio ad aggiornare.

 

*   *   *

 

Da Wikipedia “L’ossessione è uno stato psicologico, presente nel disturbo ossessivo-compulsivo, chiamato anche fissazione o preoccupazione persistente. Consiste in un’idea fissa o in una condotta angosciosa che il soggetto non può controllare pur avendone coscienza.

 

Dalla Treccani.it “Beggar-thy-neighbor, politica di intervento di politica economica, che produce benefici unicamente al Paese che lo adotta e danni agli altri («politica del rubamazzo»). Un esempio tipico è costituito da una manovra di svalutazione competitiva posta in essere da uno Stato, con l’obiettivo di guadagnare quote di mercato internazionale a scapito dei propri partner commerciali.”.

 

Ecco, questo è ciò che vedevo in Danièle Nouy.

 

La proposta, infatti, relativa alla necessità di svalutare al 100% gli NPL in due anni e in cinque quelli deteriorati mi sembrava dettata dalla ossessione di portare un attacco politico all’Italia, ed in parte alla Spagna, per coprire le magagne del proprio paese (alla faccia dell’Europeismo) coprendo anche la vera padrona tedesca (alla faccia della grandeur francese che non esiste più da anni)#.

 

Rimango ancora di quella idea.

 

Il problema è che chi ha proposto quella idea è la responsabile del Supervisory Board della BCE.

 

Senza entrare in particolari, ché chi conosce la materia già sa e chi non ne mastica è inutile tediarlo, mi limito a far notare che la proposta in questione avrà un forte impatto sull’Italia, anche nella proposizione più edulcorata di questi giorni. Questo, proprio nel momento in cui il nostro sistema bancario sta faticosamente uscendo da una palude cui decenni di finti banchieri e politici da due lire lo hanno spinto.

 

Certo, il problema del sistema bancario lo abbiamo ancora davvero e non piccolo.

 

Nel momento in cui scrivevo l’originario pezzo (domenica 15 ottobre 2017) su La Stampa c’era un ottimo articolo che spiegava la situazione. Ne riporto un ampio pezzo, perché spiegava e spiega bene lo stato delle cose.

Alla fine supererà quota 100 miliardi, quest’anno, la dimensione del mercato italiano dei crediti deteriorati. Quella che per noi è una discarica di prestiti marci, per molti fondi internazionali è un invitante supermercato con scritto all’ingresso: grandi sconti per tutti. In giro per l’Europa ci sono, dice l’Fmi, 988 miliardi di euro (865 miliardi di euro solo negli istituti rilevanti per la Bce) che le banche, prima e durante la grande crisi, hanno prestato e nessuno ha restituito. Il 30% del problema è italiano. Paghiamo il conto di chi ha prestato, guardando più agli amici degli amici che alle reali prospettive delle società.

E paghiamo dazio alla crisi, che in 10 anni ha eroso 10 punti di Pil. 

Di qui la fotografia impietosa: le sole banche italiane rilevanti – segnala la Bce – hanno in pancia 249,35 miliardi di euro lordi di prestiti marci o quasi, il 14,79% del totale concesso alla clientela.

La media Ue, per dire, parla di un’incidenza del 5,92%.

La Banca d’Italia nell’ultima rilevazione statistica di fine settembre, calcola il totale (incluse le banche troppo piccole per finire sotto il faro di Francoforte e Cdp) in 297,2 miliardi di euro lordi, suddivisi tra 189,34 miliardi di euro di sofferenze (che al netto delle coperture sono quasi 66 miliardi circa, il 3,82% degli impieghi, calcola l’Abi) e altre due categorie ancora «recuperabili»: 101,62 miliardi di euro di inadempienze probabili e 6,24 miliardi di euro di prestiti scaduti.”.

 

Purtroppo però i problemi di cui soffre il sistema bancario sono anche altri, e non sono italiani.

 

Ho già citato i derivati e fatto un rapido cenno ad un fatto squisitamente Spagnolo che qui spiego un po’ meglio: vi sono moltissimi immobili riacquistati dalle banche durante la crisi finanziaria (repossessed assets), che si fa finta di non vedere, così tra questa debolezza strutturale di sistema e la questione Catalana, tutt’ora non risulta, la Spagna è sotto scacco dei potentati mitteleuropei.

 

Ma parliamo dei derivati.

 

Vi propongo una rilevazione dello scorso anno della CGIA di Mestre, uno dei più seri e solidi enti di studio che abbiamo in Italia.

 

Il titolo della pagina internet è già da solo altamente esplicativo: “Le banche del Nord Europa sono piene di derivati*.

 

Mi limito a riportare qui la tabella elaborata per il lavoro:

Come vedete, ignorando la Finlandia che, senza offesa per le renne, come peso economico realtivo non è un gigante e la Gran Bretagna, che ha deciso di provocarsi da sola del male, le due più grandi economie UE – Germania e Francia – hanno le banche imbottite di derivati, che sono nati nel periodo in cui tutto si faceva tranne che banca, per cui spacciare prodotti mefitici un tempo rendeva (tanto più in Germania, dove – come ho già detto – banca non la sanno proprio fare).

 

E che il problema sia grosso (pensate solo che il Germania c’è un colosso come Deutsche Bank) lo dimostra quest’altra tabella.

Insomma, avanti con lo spauracchio dell’Italia così non si vede l’ancor più colossale problema, tanto si sà gli Italiani sono brutti, sporchi e cattivi.

 

Torniamo alla proposta di Daniéle Nouy.

 

Faccio notare che sono entrati in vigore i nuovi standard di rappresentazione del valore degli strumenti finanziari e non finanziari (l’IFRS9) che avranno un pesante e violento impatto sul sistema (voglio ridere a vedere cosa inventeranno per non valutare i derivati al valore di mercato. Quante Nouy ci vorranno per dire che va tutto bene ballando sull’orlo del vulcano?).

 

La non proposta Nouy, inoltre, dimentica che un credito, per quanto sia una sofferenza, un pochino di recuperabilità la ha. Se si costringe a venderlo a valore di “pronto realizzo”, cioè con l’acqua alla gola, pur di evitare di abbattere completamente il valore (e quindi iscrivere una perdita totale), i fondi avvoltoio, soprattutto americani, ringraziano.

 

Non parliamo degli UTP.

 

Ma questi grandi soloni hanno mai lavorato davvero in Banca o si sono sempre limitati a creare un mondo immaginario che è perfetto solo nelle loro fantasie?

 

Non è possibile che l’Europa sia governata, nei fatti, da questi tecnocrati che di tecnico non hanno nulla se non una loro compiaciuta autoreferenzialità.

 

Non è questa l’Europa che voglio.

 

Francamente me ne sbatto anche di una Europa solidale. I singoli possono essere solidali, le masse indistinte e gli Stati perseguono sempre interessi egoistici.

 

Però, pretendere che si sappia di cosa si parla, si conoscano i mercati e si sappia anche proporre mi pare il minimo sindacale.

 

In questo modo non si fa alcun favore nemmeno alla Germania, dove – fortunatamente – hanno anche i loro guai politici o alla Francia, dove Macron prima o poi (forse prima) sarà distrutto dalla rivolta non solo delle banlieue, ma anche degli strati più in difficoltà della società, tra cui i giovani, che sta allegramente massacrando, essendo anche lui un tecnocrate della ENA, con esperienza nel mondo della finanza.

 

Tra l’altro, la normativa la propone l’EBA, non la BCE. In questi giorni si sta valutando la proposta di riassettare le autorità Europee di controllo dei mercati, oggettivamente troppe e non ben armonizzate. Speriamo che si avvicinino Vigilanza e Normazione, così chi fa le regole prima si legge i rapporti per capire fatti e andamenti.

*   *   *

Un ultimo pensierino alla politica italiana, in questi giorni in preda al delirio pallonaro dei candidati, che propongono di togliere di tutto e di più.

 

Non sento nessuno che parli di sostegno strutturale alle PMI (salvo forse il Movimento di cui faccio parte, ma – anche qui – la proposta ha toni vaghi) e un progetto che sia di vero sostegno al mondo che verrà e che non è più il nostro.

 

Dico questo, perché accettare pensieri quali quello di buttare nella pira sofferenze e UTP significa non capire che si distruggono anche risorse future, mentre le imprese in difficoltà vanno osservate “una per una” al fine di capire perché hanno avuto guai.

 

Si potranno avere sorprese, anche positive.

 

Ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.

# http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-14/stop-all-ossessione-npl-081046.shtml?uuid=AEZ6oNnC

* http://www.cgiamestre.com/articoli/24470

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