La linea rossa tra fede e politica

di torquato cardilli

La linea rossa tra fede e politica

Spesso la storiografia, poggia su episodi leggendari sedimentati nel tempo, diffusi e propalati da chi ha interesse a strumentalizzarne gli effetti sì da cristallizzarli in realtà pur non avendo una solida base fattuale.

Tra essi, c’è senza dubbio quello che narra la subitanea conversione al cristianesimo dell’imperatore Costantino, dopo un sogno. Costantino, nato in Serbia e soprannominato in modo dispregiativo “trachala” cioè viscido come una lumaca, aveva l’ambizione della conquista dell’impero e per raggiungere il suo scopo non ebbe alcuno scrupolo.

Prima del vittorioso scontro decisivo, che gli consegnò le chiavi di Roma e dell’Italia, a Saxa Rubra (312 d. C.) contro il rivale Massenzio, Costantino avrebbe affermato di fronte all’esercito schierato che un Sommo Dio (Summus Deus, dai romani identificato nel Dio Sole) lo avrebbe guidato in battaglia.

Secondo l’agiografia cristiana ad apparirgli in sogno non sarebbe stato il Dio pagano, ma quello dei cristiani che gli avrebbe predetto la vittoria se avesse fatto dipingere sugli scudi dei soldati il simbolo delle due lettere greche iniziali del nome di Cristo e cioè X e P sovrapposte.

Se si fosse trattato di una scelta di fede, dopo la battaglia Costantino avrebbe dovuto fare ricorso a comportamenti coerenti con la conversione ed all’uso della simbologia cristiana, ma ciò non accadde come ci testimonia la numismatica, efficace strumento di comunicazione politica verso i sudditi.

Più della metà di tutte le monete messe in circolazione da Costantino con la sua effige nel decennio successivo fino al 322 d. C., sono dedicate al Dio Sole, scelta inequivocabile di ostentazione della tradizione pagana.

Perché dunque l’imperatore scelse lo stratagemma del simbolo XP (dai patrizi identificato come “pax romana”, ma trasformato dalla Chiesa nel segno della croce con il motto “in hoc signo vinces”)? Semplicemente per convenienza politica. Da abile stratega fece una sostanziale riforma dell’esercito romano adeguando la macchina da guerra alle nuove esigenze della politica.

A corto di reclute romane (i giovani patrizi erano dalla parte di Massenzio) aveva arruolato quasi centomila cristiani immigrati diseredati o schiavi promettendo loro l’affrancamento dalla persecuzione, la libertà dalla schiavitù, la piena cittadinanza e il premio del paradiso in cui credevano, se fossero morti in battaglia.

Tiranno dispotico, responsabile dell’eccidio di chiunque potesse fargli ombra, autocratico, violento nel linguaggio e nei fatti, fece una scelta di valore politico che gli servì per conquistare l’impero.

La conversione al cristianesimo non fu affatto una transizione istantanea (tanto è vero che nel 321 d. C., cioè nove anni dopo la vittoria contro Massenzio) stabilì che la domenica dovesse essere riconosciuta anche dallo Stato come giorno festivo dedicato al Sole (dies Solis). 

Solo più tardi, secondo Giuliano l’apostata, il rimorso per aver fatto uccidere la moglie Fausta e il figlio Crispo, lo avvicinò al cristianesimo, che era l’unica religione che garantiva il perdono dei peccati.

Fu dunque un processo graduale conclusosi solo dopo che Papa Silvestro lo aveva guarito dalla lebbra con il battesimo e la convocazione del Concilio di Nicea (325 d. C.).

Di questo ci dà testimonianza il vescovo Eusebio di Cesarea, suo biografo, che nella “Storia Ecclesiastica”, scritta poco dopo la guerra contro Massenzio, quando ancora non conosceva l’imperatore, non cita alcun episodio prodigioso come il sogno premonitore. Eusebio si limitò a paragonare la brutta fine di Massenzio, annegato nel crollo del ponte Milvio, alla morte del faraone affogato nel mar Rosso durante l’inseguimento degli ebrei in fuga dall’Egitto e attribuì la vittoria di Costantino alla protezione divina (ma anche qui non parla di Cristo).

Lo stesso Eusebio, divenuto poi consigliere di Costantino, mostrò un certo scetticismo sulla sua conversione, dichiarando di credervi solo perché l’imperatore stesso glielo aveva riferito sotto giuramento.

Costantino mi perdonerà se affianco al suo comportamento quello di un politico del nostro tempo, il ministro Salvini che ha fatto un’operazione di appropriazione culturale indebita, cioè di adozione arbitraria, in un contesto politico, di elementi materiali e immateriali di simboli, oggetti e principi di una religione condivisa, seppure all’acqua di rose, dalla maggioranza degli italiani.

Il Ministro dei travestimenti, quello del “tirerò dritto” dopo aver rinnegato a parole l’ideologia bossiana dell’indipendenza della Padania contro Roma, questa volta, ignorando l’insegnamento di Gesù di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, ha varcato la linea rossa che divide la fede religiosa dalla politica appropriandosi di ciò che non gli appartiene.

Dimentico di aver giurato su una Costituzione laica e non sulla Bibbia, si è lasciato andare ad una manifestazione al limite del profano che nulla aveva a che fare con i bisogni del paese e con le elezioni europee.

La sceneggiata del comizio di Milano senza alcun rispetto istituzionale verso il Papa, con il crocifisso del rosario in mano e l’invocazione di affidare il popolo italiano al cuore immacolato della Madonna, come se lui fosse un nuovo Padre Pio o il vescovo di Milano o il “defensor fidei” medioevale è stato un tentativo pacchiano di “captatio benevolentiae” degli ambienti meno colti e più conservatori.

Gli sarebbe bastato (ma da uno che non ha mai letto il Vangelo né altri libri sacri sarebbe stata una pia illusione) riflettere su quanto scrisse San Giacomo che “la fede proclamata non esiste senza le opere”.

E non mi pare che le opere di Salvini, intrise di nazionalismo miope in un contesto moderno e di rifiuto  del diverso, siano ispirate ai principi di carità e di fratellanza umana, raccomandati dalla religione cristiana, fatti propri dalla rivoluzione francese ed adottati dalle Nazioni Unite.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...