fisco

di giancarlo celeste                CONTRIBUTO UNIFICATO 
note alla presente proposta legislativa
a
La definizione di lavoro occasionale come io l’ho determinata alla art 15 punto A si occupa di legalizzare tutte quelle attività che vengono esercitate di fatto da milioni di italiani e che confluiscono nel cosiddetto reddito sommerso legale.
La platea di cittadini interessati a questa categoria, totalmente o parzialmente ,ammonta a diversi milioni di persone. Si calcola che questo reddito per lo più dovuto ad attività non continuative di lavoro coordinato o para subordinato ammonta a circa 150 mld di euro. Ne sono, in linea di massima, impiegati quasi tutti gli immigrati, i giovani alle prime occupazioni, pensionati con basse pensioni, lavoratori dipendenti come secondo lavoro, lavoratori indipendenti con bassi incassi .
Questa proposta tende a legalizzare quello che è illegale abbassando semplicemente la soglia di legalità ed equiparandola a quello che accade nelle altre nazioni sia evolute che non evolute.
b
C’ è poi da prendere in considerazione la parte che riguarda il contributo unificato, che prevede un tetto massimo di 50.000 euro di reddito per i pensionati e di 100.000 euro per gli altri. Questo apre la porte ad abbassamento della spesa pubblica. Alcuni calcoli faranno comprendere il perché di questa affermazione.
Attualmente le aliquote irpef prevedono per i redditi superiori a 50.000 euro
Una aliquota del 38% da 50.000 a 55.000 euro Una aliquota del 41% da 55.000 a 75.000 euro Una aliquota del 43% da 55.000 in su.
Le addizionali che oscillano tra il 3% ed il 5%
Poiché la proposta prevede per i pensionati un tetto massimo al contributo unificato di 50.000. le pensioni lorde superiori a questo tetto sarebbero esenti da contribuzione. Si potrebbe pertanto procedere all’abbattimento delle pensioni lorde di una cifra pari al risparmio di imposte lasciando pertanto invariato il netto.
Lo stesso discorso va fatto per i lavoratori dipendenti : qui il contributo cessa alla soglia di 100.000 euro. Quello eccedente tale limite sarà esente da imposizione . La legge potrebbe prevedere ( per me dovrebbe provvedere) ad imporre l’abbassamento del corrispettivo lordo degli stipendi pari al risparmio netto di imposte. Il cosiddetto cuneo fiscale sarebbe sensibilmente diminuito
Non c’è nessuna grande trovata in ciò ,ma solamente l’applicazione di quel principio di scienza delle finanze che si insegna all’università che dice che le imposte provocano tre effetti
1) Trasferimento ( imposta entra a far parte come costo del bene e servizio prodotto provocando un aumento del prezzo ). A livello nazionale le imposte entrano a far parte del Pil per cui un aumento dell’imposta provoca un aumento del Pil.
2) Evasione: in questo caso le imposte vengono evase e non trasferite sui prezzi , il beneficiario della evasione è il consumatore ma l’effetto a livello nazionale è che il reddito prodotto non viene censito ed il livello del P.I.L. è sottostimato.
3) Rimozione) questo è l’effetto più nefasto dell’aumento delle imposte. Le attività economiche vengono eliminate. Le persone che non possono rifugiarsi nella evasione per loro dimensioni o per loro cultura decidono di non fare l’atto produttivo in Italia e trasferiscono la loro attività lavorativa all’estero. (Fuga di persone e di imprese all’estero).
Una ulteriore considerazione va fatta sul meccanismo previsto dall’art 8 della proposta che prevede che con il contributo si paghino prima i servizi obbligatori sia quelli con contributo obbligatorio sia quelli che vengono scelti ( vedi Servizio sanitario nazionale ) e successivamente si paghino i contributi previdenziali, che più che come imposta vanno collocati tra i risparmi obbligatori. Pertanto evadere il reddito significa non contribuire essenzialmente al risparmio obbligatorio e chi evadesse si farebbe il male da solo.
Ho previsto che i conteggi si facciano sul reddito lordo e non sul reddito imponibile onde perequare i redditi dei dipendenti con quelli dei pensionati e dei lavatori autonomi: un proposta che facesse trasparenza su tale aspetto dovrebbe prevedere che i contributi attualmente incarico alle aziende venissero trasferiti in busta paga ( aumentando il lordo) e poi assoggettati a contributo unificato.
c
Vorrei sottolineare la portata storica ed il fondamentale atto che prevede la divisione tra la previdenza e l’assistenza. Nella previdenza entra il risparmio obbligatorio nazionale : per sua natura il risparmio va dedicato agli investimenti e sono questi che generano il reddito reale e non il posto di lavoro garantito. Tra le cause del declino italiano e dell’impoverimento della grande maggioranza della popolazione c’è proprio la distruzione del risparmio nazionale attuata attraverso il sistema previdenziale a ripartizione. Questo ha generato per 40 anni la distruzione del risparmio ed il conseguente mancato investimento ha comportato la perdita del reddito nazionale
L’assistenza sociale va fatta con il principio assicurativo e chi gode di assicurazioni sociali cosi come contribuisce cosi ne gode dei vantaggi, ma chi non gode di assicurazioni sociali non deve pagare per esse.
d
Una attenzione particolare la vorrei concentrare sul principio della sostituzione della tassazione dal reddito con quella sul patrimonio. Il reddito per sua natura è una convenzione che dipende da situazioni culturali,convenzioni nazionali ed internazionali; Il patrimonio è più facile da determinare, in quanto il patrimonio esiste: esiste la terra, esistono i manufatti, esistono le attività finanziarie e la moneta. Se esistono le attività finanziare esistono di conseguenza le passività finanziarie anzi non può esistere una attività se non c’è una passività, cosi come non c’è un costo se non esiste un ricavo di pari importo.
Nelle aziende esiste un netto dato dalla differenza tra attività e passività, ma questo netto ( dato dal capitale sociale e le riserve) non è altro che una attività per il socio o azionista.
Per cui l’imposta patrimoniale è semplice:
Una imposta sugli immobili o sui terreni da pagare dal proprietario che abbia la caratteristica di poter esser pagata dalla possibilità di trarre un reddito o un risparmio dal suo uso. Tale imposta potrebbe per questioni di liquidità del proprietario non essere pagata per qualche anno, ma essendo imprescrittibile graverebbe comunque sull’immobile e verrebbe liquidata al momento della sua alienazione
Una imposta sulle attività finanziare investite in Italia prevede che venga istituita la figura del sostituto di imposta individuato nel debitore ( non c’è un debito se non c’è un credito ). L’obbligato al pagamento è il debitore che ha facoltà di rivalersi sul suo creditore. Così ogni attività finanziaria sarebbe assoggettata ad imposta e nulla sfuggirebbe. Poiché ho parlato di attività finanziaria e di passività finanziaria faccio presente che un prestito con una società estera, un finanziamento da parte di soci esteri sarebbe una attività finanziaria investita in Italia in quanto esiste un debitore italiano. Quindi tutti i paradisi fiscali,creati per evadere il reddito, perderebbero ogni funzione poiché la tassazione avviene sul patrimonio comunque definito investito in Italia.
Faccio presente che i paradisi fiscali non sono solo quelli indicati dalla agenzia delle entrate, ma anche il Lussemburgo, l’Olanda e lo stato americano del Deleware.
L’imposta sul patrimonio sostituisce tutte le imposte gravanti sui singoli beni che per gli immobili sono l’imposta di registro sui trasferimenti ,quella catastale, ipotecaria quella sulle successioni e donazioni ed ogni altra imposta gravante sugli immobili.
L’imposta sulle attività finanziarie abolisce le attuali imposte a titolo definitivo o in acconto sugli interessi o sul patrimonio anche se diversamente chiamate.
Per le società le imposte da pagare sarebbero quelle da trattenere sui propri passivi netti e sui prestiti a soci e non soci e da detrarre quelle pagate sui propri attivi sia immobiliari che finanziari.
Entrerebbero a far parte come soggetti costretti a pagare imposte molte istituzioni che per effetto della tassazione sul reddito sfuggono in Italia al pagamento di imposte.
Faccio presente che la tassazione sul patrimonio con aliquota del 1,2% equivale ad una imposta sul reddito del 12% se il capitale rende il 10% o del 24% se il reddito conseguibile dal capitale fosse del 5%.
Aliquote basse per rendimenti elevati e alte per rendimenti bassi, poiché i rendimenti bassi sono normalmente legati ad evasione di parte del reddito, i benefici di tale evasione sarebbero eliminati, anzi i comportamenti elusivi del reddito non avrebbero motivi di sussistere ( una cosa si fa se conviene).
Questi i risultati : miglioramento degli attivi commerciali per minori importazioni dovute alla soprafatturazioni negli acquisti e maggiori esportazioni dovute alle sottofatturazione dei ricavi con conseguente miglioramento degli attivi correnti ( gli attivi commerciali entrano negli attivi correnti) e per effetto delle imposte sulle attività finanziare detenuti da soggetti esteri minori esborsi per interessi e conseguente migliore attivo partite correnti.
Il reddito massimo conseguibile da un paese è quello che permette l’equilibrio delle partite correnti, il reddito del paese non potrebbe andare se non per brevi periodi in disavanzo, pertanto qualsiasi politica economica che tende a generare attivi correnti permette con adeguata redistribuzione del reddito e con investimenti interni di generare un reddito interno più alto, il maggior reddito possibile aumenterebbe le importazioni in quanto una parte del reddito interno è destinato ad aumentare le importazioni ma il nuovo equilibrio si avrebbe con un reddito più elevato. Non appena questa regola fosse appresa anche dagli altri popoli europei ,tutti avrebbero lo steso effetto ,ma il reddito conseguibile in tutta l’Europa sarebbe sicuramente più elevato per tutti smascherando la idiozia della globalizzazione che genera un aumento dei profitti ed una diminuzione del reddito.
La riprova di ciò si ha storicamente rammentando il comportamento dei sistemi economici prima della prima guerra Mondiale, poi le cose sono lentamente cambiate. Quando un paese aveva uno squilibrio delle partite correnti si aveva una uscita di capitali, per ristabilire l’equilibrio si emetteva una rendita; il capitale uscito rientrava e a carico del sistema nazionale c’era il servizio della rendita ,che consisteva nel solo pagamento degli interessi.
Ho accennato che dopo la prima guerra mondiale le cose sono cambiate . L’Italia entrò in guerra pensando che sarebbe finita come tutte le guerre dopo qualche mese; quando i tempi si sono allungati per un po’ la guerra è stata finanziata con risorse interne poi si è ricorsi a prestiti esteri forniti dalle banche degli stati uniti; la novità era rappresentata dal fatto che si trattava di prestiti e non di rendite . Il sistema bancario degli stati uniti è stato il primo che ha emesso moneta bancaria ( credito) senza copertura aurea, per cui poteva dare credito senza cedere liquidità interna ( come sarebbe accaduto in caso di rendita).
Tutte queste cose potrebbero funzionare rimanendo nel sistema euro?
È certo che sono sicuramente funzionanti e fattibili se l’Italia ritrova la sua sovranità monetaria.