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Politica, Economia,Finanza, categoria MONETA.                                                   di dino caliman
Un’ottica da considerare nella ricerca di soluzioni all’attuale crisi che coinvolge anche l’Italia. Nella ricerca di nuovi paradigmi mi sono imbattuto su questo nuovo concetto espresso da LUIGI CIRILLO.
Egli sostiene:”La proprietà della moneta non sia un problema secondario, anche perchè oggi la massa monetaria è creata solo dal settore privato che la emette sotto forma di credito. La moneta non è credito. è misura di valore
Finchè la si interpreta come credito le banche avranno il monopolio a crearla dal nulla e a prestarla.
Come si fa a non capire che la moneta che l’imprenditore chiede per aprire un’attività è la misura del valore che andrà a creare, quindi è sua? Tutt’al più quando gli viene fatto questo ” prestito” anticipo, lui si impegna a renderlo indietro senza interessi e non sarà più utilizzabile.
Concentrarsi solo sul settore pubblico non aiuterà le cose. si svilupperà lo stesso sistema che vige nello uk dove tutto è gestito dal settore privato, dalle banche commerciali che fanno il bello e il cattivo tempo, schiavizzando sempre di più i cittadini lavoratori reali produttori di ricchezza reale.
– lo Stato può e deve emettere moneta senza prestarla nè applicare interesse in base al suo fabbisogno di circolazione dei beni, questo è il punto”.
Digerire questo concetto è semplice, applicarlo è il difficile. Ci si trova a dover affrontare gli elementi che concorrono a determinare l’attuale stato di cose, codificato da accordi e leggi per cui ora si discute se uscire dall’€uro.
Non basta uscire dalla BCE se la cultura Italiana non è in grado di chieder alla politica il giusto intervento futuro.

SPENDING REVIEW” – Stop spese inutili!                                     di giovanni meschino

Spending review significa, tradotto in italiano, revisione o controllo della spesa. In parole semplici, vedere come vengono spesi i soldi dei contribuenti e dove è possibile risparmiare.
Il governo continua a parlare di tagli ma di tagli veri ancora nessuno si è accorto, la spesa pubblica aumenta ogni giorno insieme al debito pubblico. Le tasse, che sono il vero problema degli italiani e delle imprese italiane, non diminuisco nonostante i proclami di Renzi che continua con il gioco delle tre carte: sposta parte delle tasse dal governo alle regioni e ai comuni e purtroppo anche alle province, che esistono ancora, e trasferisce il carico fiscale da una categoria sociale a un’altra, togliendo agli impiegati e aggiungendo ai pensionati… e cosi via.
La spending review deve essere usata a tutti i livelli, i soldi dei cittadini devono essere spesi in modo da garantire, se possibile, un ritorno produttivo o vantaggio sociale. Immaginate una famiglia in difficoltà che invece di comprare pane, pasta e latte si abbona a Sky o Premium! I soldi dei cittadini devono essere spesi bene sempre, ma nei periodi di crisi devono essere spesi ancora meglio.
Difficile capire perché nei comuni vediamo spendere soldi per rifare marciapiedi quando in alcuni quartieri e zone i marciapiedi non ci sono o sono pericolosi perché non finiti. Impossibile capire perché viene lastricata inutilmente una piazza quando presso una stazione ferroviaria non ci sono parcheggi! Vediamo rifare palazzi comunali ed edifici che nessuno usa, ma le scuole cadono a pezzi, sono insufficienti ed, ancora peggio, la maggior parte degli edifici scolastici non rispettano le norme di sicurezza vigenti. Impossibile capire perché siamo obbligati a mantenere le comunità montane e tanti altri enti e società inutili (3 parchi naturali e altrettanti “sotto parchi” nel comprensorio aurunco), ma poi chiudono o declassano gli ospedali.
Basta con le spese “inutili”, è arrivato il momento di coordinare le spese in modo da avere un ritorno produttivo per la collettività.

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